AGI - Prima lo stupore per una mossa inattesa. Poi l'irritazione per la tempistica e per la mancanza di confronto. Tra questi due poli si muove il barometro degli umori nel centrosinistra dopo la lettera con la quale Elly Schlein offre collaborazione alla premier sul tema dell'energia.
Un "corto circuito" è il commento che si coglie sull'asse M5S-AVS. "Ma come, alla festa di AVS annunciamo una proposta di legge unitaria e tu vai a scrivere a Meloni?", il commento di un esponente progressista. Tra gli alleati ci si chiede cosa abbia portato la segretaria del Pd a prendere carta e penna per scrivere a Meloni. Se l'obiettivo era quello di assumere uno standing più governativo, è il ragionamento che si fa in ambienti M5S e AVS, è sbagliata la tempistica. Soprattutto dopo la norma sul bollo auto, letta nel centrosinistra come uno start alla campagna elettorale.
M5s e AVS 'bocciano' la lettera di Elly Schlein
Giuseppe Conte ha recapitato il suo disappunto poche ore dopo la pubblicazione della missiva. Disappunto che, stando a quanto viene riferito, va anche oltre la constatazione che "non ci sono le condizioni per collaborare con questo governo". E oggi Nicola Fratoianni fa sua questa formula. Pur riconoscendo a Schlein la legittimità "di avanzare delle proposte a nome del Pd", l'esponente gialloverde sottolinea come "ci sia poco da collaborare con questo governo per le scelte che ha fatto e continua a fare, che sono prive di qualunque prospettiva".
La segretaria Pd va avanti con le 5 proposte
Il muro alzato dagli altri leader di opposizione non basta a dissuadere la segretaria del Partito Democratico, che insiste: da una parte c'è il lavoro con gli alleati per la costruzione del programma, dall'altro ci sono le cinque proposte del Partito Democratico sull'energia, spiega al congresso dell'Udu, Unione degli Universitari. "Stiamo facendo e continueremo a fare, naturalmente, anche il lavoro unitario con tutte le altre opposizioni. E continueremo anche a sollecitare il governo a fare quello che non ha fatto per quattro anni".
Il tema divisivo delle armi a Kiev
Intanto fra gli alleati si registrano le parole della leader dem sulle armi a Kiev: "Troveremo un accordo insieme" agli altri della coalizione, che suona meno ultimativo di quello sentito alla Festa dell'Unità: "Continueremo a sostenere il popolo ucraino ingiustamente invaso". Un nodo che rimane difficile da sciogliere, anche perché a certificare il niet di Conte alle armi potrebbe arrivare presto il sigillo della base M5S chiamata a esprimersi su 20 punti programmatici, tra i quali: "Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del Paese aggredito, con il coinvolgimento dell'intera comunità internazionale".
"Le proposte di Vannacc... Ah no, non era lui"
La linea M5S è questa e viene ribadita anche dopo il post del riformista dem Filippo Sensi: "Ho letto le proposte sull'Ucraina che deve votare il partito di Vannacc... Ah no, non era Vannacci". Tutto questo mentre si comincia a fare di conto sulla possibile data delle elezioni. Perché il combinato disposto della mossa della premier sul bollo auto, che nel centrosinistra è stata letta come uno 'start' alla campagna elettorale, e la scelta di mettere la fiducia sulla riforma del voto fa pensare i più che la legislatura possa finire anzitempo. C'è solo da stabilire cosa si intende per anzitempo.
Nel Pd circola la convinzione di elezioni entro giugno
Nel Pd circola la convinzione che, in ogni caso, si voterà in primavera, entro giugno. Ma c'è anche chi paventa un'accelerazione: e se quello di Meloni fosse un bluff e volesse in realtà andare al voto con il Rosatellum? Una domanda che si scontra con l'apposizione della fiducia annunciata dalla premier alla legge elettorale. "Il voto finale, però, è segreto", aggiunge un senatore Pd lasciando intendere che in quella sede potrebbe trovarsi il casus belli per il precipitare alle urne. Una prospettiva che troverebbe il centrosinistra nell'impasse per quello che riguarda il programma e la costruzione della coalizione, ma toglierebbe le castagne dal fuoco per quello che riguarda la scelta del candidato premier e le primarie.
Il tema della leadership nel Campo largo
Al momento c'è convergenza fra Pd, M5S e AVS sull'opportunità di mettere in standby il tema della leadership, "non aiuta la coalizione", è la motivazione che viene offerta. Ma fra i parlamentari dei tre partiti si comincia a ragionare anche sulle regole delle primarie. Che i gazebo si facciano, ormai, in pochi nutrono dei dubbi. Rimane da capire come saranno organizzati. Ballottaggio o turno unico? Voto in presenza o voto online? E, in quest'ultimo caso, ci sarà una preregistrazione per chi voterà? Dalle risposte a queste domande scaturirà la griglia di partenza per la corsa alla leadership. Ci saranno i soli Elly Schlein e Giuseppe Conte o si aggiungeranno nomi della galassia centrista, da Alessandro Onorato ed Ernesto Maria Ruffini? E Giorgio Gori sarà della partita per i riformisti in chiave anti-Conte?