AGI - Un ministro di Fdi, il giorno dopo la debacle alla Camera sul tentativo di inserire le preferenze nel testo di riforma della legge elettorale, la mette cosi': "I vertici tra i leader del centrodestra si tengono per trovare soluzioni, in questo caso sono Lega e FI che devono cercare una soluzione...". Insomma, a 24 ore dal ko si ritorna sul tema della tenuta dei gruppi degli alleati. "Nessuna intenzione di guardare in casa altrui ma servirà di certo un chiarimento", dice la stessa fonte. Un ulteriore segnale della necessità di una riflessione, come ha avvisato la premier Giorgia Meloni. Che oggi ha avuto contatti con gli altri leader del centrodestra, ma nessuna riunione della coalizione per ora sarebbe prevista in agenda nemmeno domani, quando è atteso il via libera della Camera alla legge elettorale.
La premier oggi ha tenuto riunioni sui principali dossier sul tavolo, il premio ai maestri dell'arte della cucina italiana a palazzo Chigi e un riferimento all'approvazione del nuovo disegno di legge sulla sicurezza arrivata ieri dal Consiglio dei ministri e alla legge approvata al Senato nella lotta contro la mafia. Il 'refrain' è che si continua a governare il Paese, si tira dritto, nessuna crisi. A dispetto delle voci di elezioni anticipate e delle foto festanti dei leader del centrosinistra dopo il voto sulle preferenze nell'emiciclo di Montecitorio. Arianna Meloni, responsabile della Segreteria politica e delle Adesioni FdI, è netta: "Sono vergognosi", ha scritto sui social, "esultano come se avesse vinto i Mondiali dopo aver bocciato la proposta di Giorgia Meloni di restituire agli italiani il diritto di scegliere chi mandare in Parlamento". La tesi è che da una parte c'è la presidente del Consiglio e tutti coloro che hanno votato per le preferenze, dall'altra c'è la palude. In realtà anche in casa Fdi si stimano dei franchi tiratori, "al massimo cinque o sei", spiega un 'big' del partito, il resto - calcoli che vengono fatti nel gruppo - provengono da Forza Italia e Lega. "Di solito nessuno è innocente quando assicura di aver votato a favore...", sintetizza ironicamente un altro esponente di Fratelli d'Italia.
Lega e FI minimizzano, non occorre enfatizzare il voto, si va avanti. Anche se gli alleati di Fdi non hanno gradito che il gruppo della premier ha votato l'emendamento dei vannacciani sulle preferenze. Ma l'obiettivo della premier e' dimostrare la coerenza nel merito. E ora sarà quello di serrare le fila. L'ipotesi di reintrodurre il tema delle preferenze al Senato sara' oggetto di riflessione dopo l'approvazione del testo della legge elettorale alla Camera.
Aula termina esame, domani voto finale (segreto)
L'Aula della Camera, dopo due lunghe sedute e il 'brivido' di tante votazioni segrete, la bocciatura dell'emendamento di FdI, Noi moderati e Udc sulle preferenze (con tanto di franchi tiratori), le proteste delle opposizioni, un'espulsione dall'emiciclo, il 'caso' dei video durante lo scrutinio finito sul tavolo dei Questori e l'emendamento votato all'unanimità che consente il voto dei fuorisede, ha terminato l'esame della legge elettorale. La seduta riprenderà domani mattina alle 9,30 con le dichiarazioni di voto e il voto finale sul provvedimento, che avverrà a scrutinio segreto.