AGI - Guido Crosetto come Bettino Craxi quarant'anni fa. Di nuovo protagonista la base aerea siciliana di Sigonella, una sorta di 'Portaerei del Mediterraneo', una delle installazioni più strategiche per la Nato e la cooperazione tra Italia e Usa nella regione. Nel 1985 fu al centro di uno scontro tra il governo Craxi e l'amministrazione Reagan per la crisi dell'Achille Lauro, passato alla storia come "la notte di Sigonella".
Ora sembra che la storia si ripeta. Nei giorni scorsi, infatti, l'Italia ha negato agli Stati Uniti l'uso della base per alcuni aerei che sarebbero dovuti atterrare nell'aeroporto militare siciliano per poi proseguire verso il Medio Oriente. Il sito del Corriere della Sera, che per primo ha dato la notizia, spiega che è stato il Capo di stato maggiore della difesa, Luciano Portolano, ricostruisce il quotidiano, a informare il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che alcuni asset aerei statunitensi erano in volo verso Sigonella con un piano di volo che prevedeva che proseguissero verso il Medio Oriente. Non era però stata richiesta alcuna autorizzazione, né erano stati consultati i vertici militari italiani. Una volta accertato che non si trattava di voli normali o logistici e che quindi non erano compresi nel trattato Italia-Usa, Crosetto ha negato l'autorizzazione.
La posizione di Palazzo Chigi
In una nota, Palazzo Chigi spiega: "In riferimento alle notizie di stampa sull'utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l'Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere". Poi aggiunge: "La linea dell'Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica". Per quanto riguarda l'utilizzo delle basi militari, viene precisato, "ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione", fa sapere Palazzo Chigi. "Il Governo - aggiunge la nota - continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell'interesse nazionale".
L'intervento del ministro Crosetto
Sulla questione, che suscita da subito una mole enorme di commenti da parte del mondo politico, interviene lo stesso ministro Crosetto: "Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l'Italia avrebbe deciso di sospendere l'uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato", scrive su X il ministro della Difesa. "Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni - continua Crosetto -. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur".
Nessuna tensione con gli Usa
Infine una precisazione: "Voglio ribadire che non c'è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi". Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il precedente storico: la crisi di Sigonella del 1985
Nella memoria collettiva Sigonella è legata alla crisi del 1985, quando il presidente del Consiglio, Bettino Craxi, si oppose alla consegna alla Delta Force di Abu Abbas e degli altri terroristi responsabili del sequestro della nave da crociera Achille Lauro e dell'uccisione di un cittadino americano, Leon Klinghoffer. Nella notte tra il 10 e l'11 ottobre, l'aereo che trasportava il commando palestinese diretto in Tunisia fu intercettato dai caccia Usa e costretto ad atterrare a Sigonella. I militari americani volevano catturarli ma Craxi si oppose perché il crimine era avvenuto su una nave italiana, quindi la giurisdizione era dell'Italia. Di qui l'ordine ai militari - carabinieri e aeronautica - di circondare l'aereo per impedire l'intervento delle forze speciali americane. Si sfiorò un conflitto armato tra due Paesi alleati nella Nato.