AGI - A colloquio con il Presidente algerino Abdelmajid Tebboune con un obiettivo ben preciso: difendere gli interessi nazionali assicurando approvvigionamenti energetici nel lungo periodo. Questo l'obiettivo del secondo viaggio ufficiale del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel Paese del Magreb dopo quello del 2023, a pochi mesi dal suo insediamento al governo. La nuova missione, subito dopo la fine del Ramadan, era stata programmata già dal mese scorso quando la premier ha accolto l'invito del Presidente Tebboune. Sulla carta, la nuova missione s'inserisce nella strategia di rafforzamento del partenariato strategico bilaterale tra i due Paesi ma non si può pensare che, con il conflitto nel Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz ostaggio dei pasdaran, il viaggio assume anche connotati ulteriori. Meloni arriva ad Algeri 'bruciando' sul tempo il ministro degli Esteri spagnolo, Manuel Albares, che per ora ha solo annunciato una sua prossima venuta ad Algeri per negoziare un possibile incremento delle forniture attraverso il gasdotto Medgaz.
Il fatto che la premier sieda al tavolo di Tebboune prima di altri leader europei è ulteriore conferma di un rapporto bilaterale eccellente tra Italia e Algeria. Paese amico di lunga data, Algeri è stata la prima ad aiutare Roma, all'indomani dell'aggressione russa all'Ucraina, nel suo percorso di affrancamento dagli approvvigionamenti russi. Circostanza rievocata dalla stessa premier dando il benvenuto lo scorso luglio al Presidente algerino, a Roma, per il quinto vertice intergovernativo Italia-Algeria. Anche allora Meloni aveva ricordato l'"amicizia speciale" tra i due Paesi, legati da un rapporto - aveva dichiarato - che "ha raggiunto un livello di solidità mai registrato prima".
Cooperazione economica e intese strategiche
La premier farà leva su quest'ultimo per rafforzare ulteriormente l'asse Roma-Algeri: fare avanzare i progetti di cooperazione già avviati e vagliare eventuali nuove intese strategiche, specie in campo energetico. I numerosi progetti di cooperazione, gli interessi condivisi nel Mediterraneo e la gestione comune di un'infrastruttura vitale come il gasdotto Transmed hanno peraltro contribuito ad integrare sempre di più le economie dei due Paesi. Come fotografano i dati più recenti dall'Italian Trade Agency che vedono l'interscambio commerciale Italia-Algeria in aumento del 13,8%, a quasi 13 miliardi di euro, nel 2025 rispetto l'anno precedente. E nonostante le tensioni geopolitiche. Confortante anche il dato sullo stock di investimenti diretti italiani in Algeria, arrivato a quota 8,5 miliardi di euro. Il nostro paese - certifica peraltro ICE - nel 2025 è stato anche il primo mercato di destinazione dell'export algerino e, grazie ai programmi di cooperazione, sta anche dando un contributo decisivo alla diversificazione dell'economia di questo Paese nordafricano in settori come l'industria agroalimentare, il farmaceutico, i macchinari, le energie rinnovabili e il turismo.
Algeria: partner energetico e ruolo nel piano Mattei
Inoltre l'Algeria, dall'inizio della guerra in Ucraina, è diventata il primo partner dell'Italia per le forniture di gas, con circa il 35% degli approvvigionamenti nazionali che arrivano attraverso il gasdotto Transmed che approda a Mazara del Vallo. Il bilaterale di domani tra Meloni e Tebboune, al Palazzo presidenziale, costituirà l'occasione per fare il punto sulla partnership anche alla luce del complesso contesto internazionale e con un particolare focus - si sottolinea - sul Piano Mattei per l'Africa visto che l'Algeria è anche uno dei principali 'attori' della strategia per il continente del governo Meloni.
Dossier internazionali e dichiarazioni congiunte
I due leader - si apprende ancora - si confronteranno sui principali dossier internazionali, a partire dalla crisi in Iran e Libano e della situazione a Gaza, ma anche sui rapporti con la Libia, nazione con cui l'Algeria condivide quasi 1000 chilometri di confine. Non da ultimo, discuteranno della guerra in Ucraina, ormai entrata nel quinto anno e senza ancora una prospettiva certa di pace. Al termine dei colloqui, nel pomeriggio, sono previste dichiarazioni congiunte alla stampa dei due leader.