AGI - Sono già qualche centinaio i militanti leghisti che si sono radunati davanti al monastero di San Giacomo a Pontida per i funerali di Umberto Bossi che si celebreranno a partire dalla 12. Accanto a loro è stato installato un maxi schermo da dove potranno seguire la cerimonia. Diversi i cori lanciati come "Bossi Bossi", "Padania libera" "Libertà libertà" e "Roma ladrona il nord non perdona".
Accanto all'abbazia è stato appeso uno striscione con la scritta in verde "Grazie Capo... La tua storia vivrà sempre con noi". Tra i primi big ad arrivare il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo.
Il ricordo di Aurelio Locatelli, l'autista di Bossi
Aurelio Locatelli da Gorlago è un omone apparentemente burbero, che ha dedicato alla Lega la gran parte della sua vita. Dagli anni Novanta in poi, è stato una delle colonne portanti di quel servizio di sicurezza personale, composto prevalentemente da bergamaschi, che l'ex senatore Massimo Dolazza organizzò attorno a Umberto Bossi. Per dire, c'era "l'Aurelio" - come viene apostrofato in Lega - al volante dell'auto del senatur la notte in cui ebbe il malore nel marzo del 2004.
Il suo ruolo dopo la malattia del 'Senatur'
Dopo la malattia di Bossi, Locatelli ha fatto anche l'autista per Giancarlo Giorgetti e per Matteo Salvini, prima del trasloco di quest'ultimo a Roma, nel 2018 come ministro dell'Interno. Insomma, non un autista qualsiasi, tanto che in quegli anni è stato anche eletto come rappresentante nel consiglio federale del partito. In genere schivo coi giornalisti, ha vissuto una parte importante della storia della Seconda Repubblica, restando nelle retrovie. Ma quando parla di Bossi, torna il tono del militante.
L'umanità e la capacità politica di Bossi
"Molti giornalisti e opinionisti hanno cercato di trasformare Bossi in quello che non era", dice, sfogandosi con l'AGI. "Lo hanno preso in giro, hanno esagerato e gonfiato dei particolari dimenticando le cose importanti o significative, quelle che piacevano alle persone normali, al popolo - continua -. Ecco, io, di lui, ho amato la sua umanità, la sua capacità di fare politica partendo dalle cose semplici e dalle persone semplici". "Con lui è definitivamente tramontato un modo di fare politica che ho amato. Con lui per me è morto un uomo politico che ha amato il popolo e in cambio ha ricevuto tanto amore", sostiene. "Cose difficili da capire per chi non vuole vedere la realtà", aggiunge, amareggiato.
Ex leghisti contestano Salvini, "molla la camicia verde"
"Molla la camicia verde, vergogna". E' la frase che alcuni militanti del partito popolare per il Nord, fondato dall'ex leghista Roberto Castelli, hanno urlato al leader della Lega Matteo Salvini al suo arrivo ai funerali di Umberto Bossi. Mentre Salvini entrava in abbazia, dalla folla dei militanti è partito il coro "Bossi, Bossi".