AGI - "Spero sia chiaro a tutti che non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso di un'arma nucleare e di missili in grado di colpire l'Italia e l'Europa". Lo ha detto al Senato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni sul prossimo Consiglio Ue e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. "Ribadisco che noi non siamo in guerra, e non vogliamo entrare in guerra", ha aggiunto la premier.
Sulle basi Usa "mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono i loro accordi - ha spiegato Meloni -. Anche il Governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che 'esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell'accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole'. Il che significa che l'accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell'accordo. È quello che sta facendo anche l'Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po' di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe".
Richieste di uso delle basi italiane
"E nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività - ha ricordato Meloni -, la competenza a decidere se concedere o meno quell'utilizzo spetterebbe - sempre in virtù di quegli accordi - al governo. Ma, su questo punto, ribadisco con chiarezza la posizione che il Governo ha già espresso: la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento. Allo stesso modo, e a scanso di equivoci, chiarisco che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso".
Valutazione accise mobili
"Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette "accise mobili" che questo Governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023, nel caso i prezzi aumentassero in modo stabile. Come sapete il meccanismo - la cui attivazione è stata peraltro chiesta anche da parte dell'opposizione - consente di utilizzare la parte di maggiore IVA derivante dall'aumento dei prezzi per ridurre le accise. È lo strumento della sterilizzazione che era presente anche nel nostro programma, e la sua attivazione è tra le contromisure che siamo chiaramente pronti a prendere".
Competitività e politiche energetiche
"Sul fronte della competitività e delle politiche energetiche - ha proseguito Meloni -, l'Italia ha adottato da tempo una strategia di stoccaggi e di diversificazione, legata sia ai fornitori che alle fonti, con un costante sviluppo delle rinnovabili, ma anche guardando al nucleare di nuova generazione e, in prospettiva, al traguardo della fusione nucleare. Questo approccio pragmatico ci protegge efficacemente da interruzioni negli approvvigionamenti ma, ovviamente, non può assorbire tutte le tensioni sui prezzi dell'energia che si verificano al diminuire improvviso dell'offerta globale".