AGI - Centrodestra all'attacco di Nicola Gratteri sul referendum. "Voteranno per il 'no' le persone per bene, le persone che credono che la legalità sia un pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il 'sì', ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente", ha spiegato in un'intervista il procuratore della Repubblica di Napoli.
Affermazioni che vengono rispedite al mittente da tutte le forze politiche che sostengono l'esecutivo. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, esprime "sconcerto", evocando per il pm "un esame psicoattitudinale". "Io lo denuncio. E voterò sì", avverte il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini. In serata la replica di Gratteri: "le mie parole sono state strumentalizzate".
L'ira del centrodestra
Ma intanto i partiti della maggioranza compatti criticano in modo netto le parole del Procuratore di Napoli. "Sono basito", reagisce il presidente del Senato, Ignazio La Russa. "Sono dichiarazioni indegne", afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
"Infanga anche persone di sinistra", rilancia l'altro capogruppo di Fdi, Lucio Malan. "Recuperi il buonsenso", l'invito del ministro Tommaso Foti. "Se avete ancora qualche dubbio sulla necessità e urgenza di votare sì leggetevi le ultime dichiarazioni del magistrato Gratteri e andrete alle urne senza bisogno di porvi altre domande", sottolinea il ministro Paolo Zangrillo.
"Gratteri sconcertante", commenta il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, "arrestateci tutti", ironizza l'altro azzurro Giorgio Mulè, "irresponsabile", sostiene il senatore Pierantonio Zanettin, "senza argomenti perde misura", per il portavoce di FI, Raffaele Nevi.
Le parole di Gratteri "sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani", taglia corto il leader forzista Antonio Tajani. "Parole dal sen fuggite", osserva il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi. "Le parole di Gratteri sono di una gravità incredibile", dice anche il leader di Azione, Carlo Calenda. I consiglieri laici di centrodestra del Csm chiederanno l'apertura di una pratica al Consiglio Superiore della Magistratura.
La mobilitazione per il referendum
Intanto la coalizione di governo stringe sulla mobilitazione in vista della consultazione del 22 e del 23 marzo. Sabato si terrà una direzione di Fratelli d'Italia che illustrerà le iniziative a sostegno del sì alla riforma costituzionale, con un evento a metà marzo al quale dovrebbe prendere parte anche la premier Giorgia Meloni.
Domani, invece, di referendum si parlerà al Consiglio federale della Lega e anche Forza Italia studia nuove mosse: questa mattina al partito si è tenuta una riunione con il leader azzurro Tajani durante la quale si è discusso di lanciare un'iniziativa sui treni dell'alta velocità. Mentre il comitato 'Sì riforma' ha organizzato un convegno al tribunale di Milano, luogo simbolico della giustizia.
Polemiche anche per uno spot sui social del Pd che invitava a votare no al referendum utilizzando le immagini dei campioni di curling. "Che cosa c'entrano le Olimpiadi con il voto?", la protesta del centrodestra. "Noi diciamo no al referendum non perché pensiamo che la giustizia sia perfetta in questo paese, ma perché non si risolve mettendo i magistrati sotto il controllo del governo", dice la segretaria dem Elly Schlein.
La precisazione di Gratteri
"I miei interventi non possono essere parcellizzati e letti in modo disorganico. Ho detto che a mio parere voteranno Sì certamente le persone a cui questo sistema conviene, quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura. Non ho detto, come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano Sì sono tutti appartenenti a centri di potere". È quanto dichiarato al 'Corriere della Sera' dal procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, dopo le polemiche scaturite dalla sua videointervista pubblicata stamane dal 'Corriere della Calabria'.
Ospite a 'Piazza pulita', su La7, Gratteri ha ribadito che non ha detto, "come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano Sì sono tutti appartenenti a centri di potere", aggiungendo: "Chi interpreta diversamente da questo che ho detto è in malafede". "Non è con questi attacchi, queste minacce, con le interrogazioni parlamentari, i procedimenti disciplinari annunciati" che si spaventa, ha infine sottolineato Gratteri.
L'avvertimento di Salvini
"Io lo denuncio. E voterò sì". Lo ha scritto su X il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, commentando le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il quale in una intervista ha dichiarato che al referendum sulla Giustizia voteranno sì "gli indagati, gli imputati e la massoneria deviata". Nel post Salvini allega anche il video del passaggio in questione dell'intervista di Gratteri.
Lo sconcerto di Nordio
"Veramente sono sconcertato da quello che ho sentito, ma ancor di più dal retromarcia che ha fatto Gratteri dicendo di essere stato strumentalizzato e frainteso". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ospite di Bruno Vespa a 'Cinque minuti'. "Mi domando - ha aggiunto - se l'esame psicoattitudinale che noi abbiamo introdotto per i magistrati all'inizio della carriera, non sia necessario anche per la fine della carriera".