AGI - "Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l'Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un'imperdonabile congiura del silenzio, dell'oblio e dell'indifferenza. Giorgia Meloni lo dice nella dichiarazione su X in cui spiega che "ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità".
"La nazione – riprende la presidente del Consiglio – non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell'ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi".
Le iniziative del governo e il "Treno del Ricordo"
"Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest'anno, come il "Treno del Ricordo" che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte: per nascita e per scelta. L'Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia – conclude Meloni – non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all'Italia intera. Ad ognuno di noi"
Tajani: amicizia e cooperazione con slovenia e croazia
"Il nostro ricordo - ha detto il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, nel suo intervento a Montecitorio - non vuole essere fonte di vendetta, di recriminazione, di revanscismo. Forti della consapevolezza che nasce dal riconoscimento degli orrori del passato, ci rivolgiamo ai paesi sorti dalla dissoluzione dell'ex Jugoslavia, che è stato uno degli ultimi tragici sviluppi dell'ideologia comunista sconfitta dalle sue stesse contraddizioni, come a paesi fratelli a cui tendiamo la mano in segno di amicizia, rispetto e sincera volontà di cooperazione. Oggi Slovenia e Croazia sono paesi amici".
Tajani ha poi citato un gesto storico di riconciliazione compiuto il 13 luglio 2020, quando di fronte alla Foiba di Basovizza (Trieste), il presidente Mattarella e il suo omologo sloveno Borut Pahor si sono tenuti per mano, definendolo il "simbolo più potente dell'abbraccio tra popoli fratelli finalmente ritrovati".
Braga (Pd): la tragedia delle foibe è nazionale
"Il Giorno del Ricordo rende omaggio alle vittime delle foibe, agli esuli giuliano-dalmati, ai loro familiari e alle associazioni che da anni custodiscono con tenacia la memoria di una tragedia segnata dal dolore, dal lutto e dalla perdita. Donne e uomini, anziani, molti bambini, furono costretti a lasciare le proprie case, perseguitati per la loro appartenenza etnica e culturale, per le idee politiche, per la fede. Di fronte a quella storia di odio e divisione, rinnoviamo oggi il nostro impegno a costruire pace e giustizia, affermando con forza i valori della convivenza, del rispetto e della dignità della persona", afferma in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, sottolineando la dimensione nazionale di quella tragedia.
"È anche grazie a una grande idea di Europa, fondata sulla riconciliazione e sulla cooperazione tra i popoli, se questi valori hanno potuto affermarsi, ma non dobbiamo mai darli per scontati. Se oggi – prosegue Braga – la tragedia delle foibe è riconosciuta come tragedia nazionale, è anche grazie a un lavoro condiviso, non a una battaglia di parte. Siamo convinti che la memoria serve a costruire una società più giusta, non a riaprire ferite per convenienza politica. Le foibe – conclude la dem – sono una pagina tragica della nostra storia e meritano memoria, rispetto e verità".