AGI - Il governo ha approvato il Decreto Sicurezza. Il primo articolo è dedicato a disposizioni "per il contrasto dei reati in materia di armi o di strumenti atti ad offendere". "Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni", si legge nel testo. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria "trasmettono i relativi atti al prefetto del luogo della commessa violazione, il quale può applicare, per un periodo fino ad un anno, una o più delle seguenti sanzioni amministrative accessorie, dandone comunicazione all'autorità giudiziaria competente: sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli; sospensione della licenza di porto d'armi o divieto di conseguirla".
Sono previste sanzioni amministrative connesse al porto di armi o di strumenti atti ad offendere da parte di minori di 18 anni, se il reato in questione "è commesso da un minore di anni diciotto, nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sul minore è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro".
Divieto di partecipare a pubbliche riunioni
Il giudice può disporre il divieto di partecipare a pubbliche riunioni e di prendere parte a pubblici assembramenti della medesima natura o tipologia di quelli in occasione o a causa dei quali è stato commesso il reato, per un periodo da uno a tre anni ovvero, se la pena applicata è superiore a tre anni, per un periodo equivalente a quello della pena stessa, fino a un massimo di dieci anni. È quanto prevede all'articolo 10 del dl sicurezza. Il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico viene disposto dal giudice in caso di condanna, tra l'altro, per attentato per finalità terroristiche o di eversione, devastazione e saccheggio e lesioni contro agenti delle forze dell'ordine. "Il questore, quando ricorrano specifiche ragioni di pericolosità, può prescrivere al condannato di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell'ufficio o comando di polizia competente in relazione al luogo di residenza dell'obbligato o in quello specificamente indicato, nel corso della giornata in cui si svolgono le riunioni", si legge.
Divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere
Riguardo la stretta anti-lame è previsto il divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere. "Ai fini dell'osservanza del divieto, chiunque, nell'esercizio di un'attività commerciale, vende gli strumenti" atti ad offendere "ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne i casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta. "Ai medesimi fini, i gestori di siti web e i fornitori di piattaforme per la vendita elettronica degli strumenti anzidetti adottano efficaci sistemi di verifica della maggiore età prima della conclusione dell'acquisto".
Sanzioni per la violazione del divieto e registro vendite
La violazione del divieto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro. Nei casi di vendita "può essere disposta la chiusura dell'esercizio per un periodo non superiore a quindici giorni". "Nell'ipotesi di reiterazione della violazione, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro", si sottolinea nella bozza. "Gli esercenti l'attività di vendita di strumenti dotati di lama a un taglio eccedente in lunghezza i centimetri quindici, sono obbligati a tenere un registro delle operazioni giornaliere concernenti i predetti strumenti, nel quale sono annotate le generalità delle persone con le quali le operazioni stesse sono compiute", si legge ancora.
Contrasto a furto con destrezza e rapina organizzata
Il decreto legge sulla sicurezza prevede, tra l'altro, disposizioni "per il contrasto del furto con destrezza e della rapina commessa da un gruppo organizzato". Un articolo è dedicato ai casi di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato: la pena è della reclusione da dieci a venticinque anni e della multa da euro 6.000 a euro 9.000 se il fatto "è commesso in danno di istituti di credito, uffici postali, sportelli automatici, veicoli adibiti al trasporto di valori o locali attrezzati per il deposito e la custodia di valori, da un gruppo organizzato che scorre in armi le campagne o le pubbliche vie ovvero fa uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, armi, sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, o impiega ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza o sabotaggio".
Zone a vigilanza rafforzata e nuove misure
Previste nel decreto "zone a vigilanza rafforzata" ("il prefetto può individuare specifiche zone urbane, caratterizzate da gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità, nelle quali è disposto l'allontanamento dei soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio"), il potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani e "la previsione della possibilità di arresto in flagranza differita per i danneggiamenti in occasione di manifestazioni pubbliche".
Aggravante per delitti contro i giornalisti
Nel ddl è prevista l'aggravante per delitti non colposi commessi nei confronti dei giornalisti. Prevista contro chi attenta l'incolumità individuale e la libertà morale, commesso il fatto contro gli iscritti all'albo, negli elenchi o nel registro previsti dalla legge sull'ordinamento della professione di giornalista, ovvero contro i direttori di giornali quotidiani o di altre pubblicazioni periodiche non iscritti all'albo, nell'atto o a causa della propria attività giornalistica o dell'incarico di direzione", si legge nella bozza.
Misure accessorie per il contrasto allo spaccio di stupefacenti
Previste anche misure accessorie per il contrasto allo spaccio di stupefacenti. In questi casi "è ordinata la confisca, altresì, degli autoveicoli o altri beni mobili registrati e non registrati che risultino essere stati utilizzati per la commissione di uno dei fatti previsti dal presente articolo, ovvero che abbiano agevolato la commissione degli stessi fatti, salvo che appartengano a persona estranea al reato".
Meloni, "lo Stato difende chi ci difende"
"Continuiamo cosi' ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall'altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini". Cosi' Giorgia Meloni su X al termine del Consiglio dei ministri che ha varato il pacchetto Sicurezza. "Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dal suo insediamento", scrive su X Giorgia Meloni alla fine del Consiglio dei ministri che ha varato il pacchetto Sicurezza.
"In questi anni - riprende il presidente del Consiglio - abbiamo costruito un impianto chiaro: difendere i cittadini e mettere le Forze dell'ordine nelle condizioni di lavorare meglio e con maggiori tutele. E' lo stesso percorso che ci ha portato a rafforzare con diverse misure la protezione dei cittadini e della legalita', a contrastare il crimine organizzato, ad aumentare le pene per chi aggredisce uomini e donne in divisa, ad assumere quasi 40 mila operatori e rinnovare contratti rimasti bloccati per anni, con risorse mai stanziate prima".