AGI - Un divorzio sostanzialmente annunciato, anche se fino all'ultimo smentito dai protagonisti. Nel giorno in cui si consuma l'atto di separazione tra Roberto Vannacci e la Lega di Matteo Salvini, la preoccupazione, in Transatlantico e nei palazzi della politica, riguarda l'impatto che la novità politica avrà sul centrodestra.
Anche se da tutti i partiti, dalla Lega a Forza Italia fino ai Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, si tende a minimizzare, nei corridoi si citano sondaggi che danno al 4,5%-4,3% il nuovo 'Futuro nazionale' lanciato dal generale in pensione. Ma c'è anche grande incredulità su quello che potrebbe fare Vannacci, che, a giudizio degli alleati dei leghisti, si sarebbe mosso troppo presto in vista delle politiche della primavera del 2027. Reggerà l'ormai ex vicesegretario leghista a più di un anno di campagna elettorale o il fenomeno si sgonfierà velocemente?
La riunione leghista e l'accelerazione di Salvini
Nel corso della riunione leghista, durata circa due ore, e convocata ufficialmente a Milano per fare il punto sulle norme sulla sicurezza, il tema dell'uscita di Vannacci è stato introdotto da Salvini in coda all'incontro. Il capo di Via Bellerio ha riferito ai suoi del faccia a faccia avuto ieri con il generale, a Roma. Salvini avrebbe spiegato, viene raccontato da chi ha partecipato alla riunione a porte chiuse, di aver sostanzialmente accelerato il processo di allontanamento di Vannacci. Salvini avrebbe avvertito il generale della sua contrarietà rispetto all'operazione politica ma Vannacci sarebbe stato fermo nel dire che sarebbe andato avanti comunque. Da qui, la convocazione del federale e l'annuncio concordato, a pochi minuti dall'inizio della riunione, della fondazione del nuovo partito vannacciano 'Futuro nazionale'. "Io - ha raccontato il segretario del partito - gli ho teso la mano, alle Europee abbiamo fatto una battaglia insieme, ma non si è integrato nel partito non rispettando le regole e si è messo fuori da solo." Nessuno si è stupito, tra i presenti, della decisione dell'europarlamentare di uscire. Il 'refrain' è che si è dimostrato inaffidabile.
Le reazioni interne: da Fedriga a Giorgetti
Al federale, durante il dibattito che è seguito all'introduzione di Salvini, sono intervenuti sul tema tutti i massimi dirigenti del partito. Massimiliano Fedriga ha detto che per lui oggi è un giorno di "festa". Altri, come il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, hanno invitato il segretario a cogliere l'opportunità per smarcarsi dall'estrema destra e tornare a "fare la Lega". Mentre il ministro Giancarlo Giorgetti, in collegamento, ha esortato Salvini a vedere l'uscita di Vannacci come una "opportunità": il posto di vice segretario lasciato vacante dal generale potrebbe essere una occasione per dare un segnale, indicare il 'corso' che il partito intende intraprendere in vista delle politiche, sarebbe stato il ragionamento del ministro dell'Economia.
L'impatto elettorale e la strategia della Lega
In diversi hanno poi sottolineato come il partito, d'ora in poi, dovrà vedersela con una formazione che batterà sui temi della sicurezza e dell'immigrazione, con la 'comodità' di non essere al governo. Alla nuova formazione Fn si stima che potrebbero aderire due deputati alla Camera, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (forse anche Domenico Furgiuele), e, sicuramente, l'unico consigliere eletto dalla Lega in Toscana, Massimiliano Simoni. Quello che interessa ai leghisti, però, è far apparire Vannacci come un traditore, con tanto di paragone pubblico con Gianfranco Fini ("La storia si ripete") sui social ufficiali del partito. La frattura si è, quindi, consumata. Ora resta la questione dell'incompatibilità tra chi ha la tessera della Lega e chi è iscritto ai circoli di Vannacci. Nei gruppi parlamentari in diversi hanno 'festeggiato', il ragionamento è "ci siamo tolti un peso". Ma c'è anche chi non nasconde una certa preoccupazione per lo spazio che si è aperto a destra. In diversi sottolineano che la crepa che si è aperta potrebbe sottrarre voti al partito, c'è chi calcola un eventuale 'travaso' dell'1,5% dei consensi. Da qui la possibilità che, quando si discuterà di come riformare la legge elettorale si giocherà ad alzare la 'soglia', per puntare al "voto utile" e sterilizzare la variabile Vannacci.
Il nodo Luca Zaia e la vice segreteria
Tra i dirigenti più duri con Vannacci, Luca Zaia, che per la prima volta non ha partecipato al federale, perché non è più membro di diritto, non essendo più governatore. Alcuni pensano a una nomina di Zaia a vice segretario ma nessuno avrebbe esplicitato la richiesta nella riunione a porte chiuse. E comunque per statuto si può nominare un solo vicesegretario per Regione; e di veneto c'è già il successore di Zaia, Alberto Stefani.