Sangiuliano si dimette, Giuli nuovo ministro della Cultura

Stefano Benfenati

AGI - "Ho deciso di rassegnare in termini irrevocabili le mie dimissioni da ministro della Cultura". Gennaro Sangiuliano con una lettera inviata a Giorgia Meloni (l'incipit "caro Presidente, cara Giorgia") chiude così la vicenda che da giorni lo vede al centro delle polemiche per i rapporti con l'imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia.
Le voci del passo indietro circolavano, in ambienti politici, già in mattinata. Voci sempre più insistenti dopo la decisione di Meloni di videocollegarsi alla sessione inaugurale del G7 Parlamenti senza dunque andare in presenza a Verona - come inizialmente da programma - ma restando a Palazzo Chigi. Dove, nel pomeriggio si attendeva l'ormai ex ministro per la comunicazione ufficiale.
Invece, cronisti e fotografi appostati da ore in piazza Colonna sono stati presi 'in contropiede'. Giorgia Meloni, infatti, poco prima delle 17 lascia la sede del governo, per poi rientrare intorno alle 18. Il 'dossier' ha preso velocità: la premier è salita al Colle per essere ricevuta da Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica ha quindi firmato il decreto con il quale - su proposta della premier - vengono accettate le dimissioni nominando (con lo stesso decreto e sempre su proposta di Meloni) Alessandro Giuli come nuovo ministro della Cultura.

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