Il ministro Bonisoli vuole abolire il bonus cultura per i diciottenni già da quest'anno

 Afp -  Alberto Bonisoli

Cos'è il bonus cultura

Cosa si può acquistare col bonus:

  • biglietti teatrali;
  • biglietti per visioni cinematografiche;
  • biglietti per visitare musei e mostre;
  • biglietti per partecipare ad “eventi culturali” (come per esempio il Salone del Libro o il Festival di Venezia);
  • biglietti per visite ai monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali;
  • biglietti per “spettacoli dal vivo” (concerti, spettacoli circensi, ecc.) ;
  • acquisti di libri;
  • acquisti di testi scolastici (anche nella versione ebook);
  • l’acquisto di musica registrata;
  • la frequenza a corsi di musica;
  • la frequenza a corsi di teatro
  • la frequenza a corsi di lingua straniera.
 Afp -  Di Maio e Bonisoli

Per la classe 1998 non ha funzionato bene

Al 30 novembre 2017, invece, circa 600 mila ragazzi nati nel 1998 e nel 1999 avevano speso oltre 163 milioni di euro per acquistare libri, musica e biglietti per l’ingresso a concerti, cinema, teatro, eventi culturali e musei. Gli acquisti, secondo i dati diffusi allora dal ministero dei Beni culturali, sono avvenuti nel 54% dei casi sulle piattaforme online e per il 46% direttamente nei circa 4.000 esercizi commerciali accreditati. Il confronto tra le prime 10 settimane delle due edizioni evidenziò a detta del ministero una maggiore dimestichezza dei ragazzi e degli esercenti con lo strumento: aumentano dell’8% le registrazioni, con 16.878 neo maggiorenni in più a completare le procedure di accreditamento, e si raddoppia la spesa, che cresce del +97% con un incremento di oltre 15,4 milioni di euro. Franceschini parlò di “ottimi risultati che giustificano la conferma della misura nella legge di bilancio 2018 all’esame del Parlamento”.

Misura a rischio

“I numeri – ha affermato Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia (la dichiarazione è riportata da Skuola.net) – dicono che quasi 800 mila ragazzi hanno speso ad oggi oltre 260 milioni di euro, tra libri, musica, concerti, cinema, musei, teatri, eventi culturali e altro. Per un Paese che, secondo i dati ISTAT, è molto indietro sul piano dei consumi culturali e dei prodotti creativi, ci sembra un segnale incoraggiante, perché oltre alle necessarie politiche di incentivazione dell’offerta, è fondamentale una progettualità di sostegno alla domanda”.​


Nei prossimi giorni si capirà di più sulle reali intenzioni del ministro Bonisoli, così come sulla eventuale estensione della misura al prossimo anno. Con l’ultima legge di bilancio l’operazione è stata riproposta, questa volta per due anni: il 2018 e il 2019 (per entrambi gli anni lo stanziamento è stato di 290 milioni). Il problema, sottolinea il Sole 24 Ore, è che mentre nel 2016 e 2017 c’era una norma che espressamente prevedeva l’introduzione (o l’estensione) del bonus, questa volta quella disposizione non c’è. "Se ne sono accorti al Consiglio di Stato quando hanno esaminato il decreto che Palazzo Chigi ha messo a punto per regolamentare (così come aveva fatto le due volte precedenti) la gestione del beneficio". I giudici amministrativi in sostanza non ravvisano "la sussistenza della fonte normativa primaria che preveda, non mediante la mera conferma della dotazione finanziaria, l’espressa applicazione del beneficio anche ai giovani che compiono diciotto anni nel 2018 e nel 2019".

Vai all'articolo…