Verso nomina di Vasco Errani per ricostruzione

Vasco Errani (Imago) 
Errani al telefono non commenta: "Ho letto i giornali e ora non parlo, devo capire. Prima di parlare devo capire". Ma chi lo ha sentito in queste ore spiega che al momento non c'e' stato nessun contatto ufficiale. E comunque il sentimento che anima Errani e' ben preciso: accetterebbe per spirito di servizio e per aiutare i terremotati a ricominciare, ma non vuole letture politiciste dell'incarico. Se accettasse, insomma, non sarebbe in quanto esponente della minoranza dem vicino a Bersani, non sarebbe per siglare quel tentativo di dialogo da lui stesso auspicato a tre mesi dal referendum.
"Ovviamente, se dicesse si' - spiega chi gli ha parlato - sarebbe per un incarico tecnico. Dovrebbe essere chiaramente un incarico istituzionale anche per rispetto alle popolazioni colpite che devono essere aiutate a ricominciare e non vanno strumentalizzate".
La figura di Errani e' stata individuata gia' poche ore dopo il sisma in virtu' della sua esperienza del 2012. Il modello Emilia e' stato gia' piu' volte indicato anche da diversi ministri come un esempio positivo. Nel post-sisma nella pianura emiliana si e' cercato di unire le forze del pubblico e del privato, avendo come fulcro le comunita' colpite. Nessuna new town, ma la ricostruzione dei paesi colpiti come erano, come gia' avvenuto in Friuli, partendo dalle esigenze indicate dalle amministrazioni locali e senza perdere di vista alcuni asset fondamentali come le realta' produttive, le sedi scolastiche, i beni culturali oltre alle abitazioni private, d'intesa con un gruppo interforze per prevenire le infiltrazioni della criminalita' negli appalti. Errani era stato nominato commissario alla ricostruzione nel 2012, dopo il sisma, quando era governatore, ma si era dovuto dimettere dalla presidenza della Regione dopo l'apertura di una inchiesta a suo carico per falso ideologico; a giugno scorso l'ex presidente era stato poi definitivamente assolto dalle accuse.
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