(AGI) - Roma, 12 gen. - "Vedo che su alcuni giornali e'ricomparso il mio nome tra i possibili candidati allaPresidenza della Repubblica. Preciso che ho sempre rifiutatorichieste di interviste e colloqui degli organi diinformazione, come pure in questi mesi non ho mai parlato dellaquestione con i dirigenti del mio o di altri partiti. Sfidochiunque a dimostrare il contrario. La ragione di questoatteggiamento e' semplice: per me la questione si e' chiusa confallimento del tentativo del 2013". Lo dice Franco Marini, exPresidente del Senato, puntando il dito sull'alloraatteggiamento del Pd e sottolineando che una replica diquell'esito finale "metterebbe in ginocchio" il partito"nuocendo gravemente all'Italia". "Fui candidato dal mio partito - ricorda ancora FrancoMarini - raccolsi alla prima votazione il consenso dellamaggioranza assoluta dei grandi elettori, 521 su 1007 aventidiritto. Poiche' nessuno aveva potuto pensare di vincere alprimo scrutinio a me era parso assolutamente naturale, quasi undiritto, giungere al quarto voto, dove sarebbe statasufficiente all'elezione la maggioranza degli elettori. Ilpartito, cambiando strategia, decise diversamente". "Io, senza allegria ma anche senza recriminazioni - spiegaMarini - mi adeguai alle scelte del Pd con la seguentedichiarazione del 19 aprile: 'E' saltata la strategia di undialogo con il centrodestra finalizzata all'obiettivo di dareall'Italia un governo, dinanzi alla durissima situazione delPaese. Strategia da me pienamente condivisa. Anche perche'ritengo una follia il ritorno immediato alle urne con questalegge elettorale. Ovviamente con il cambio di strategia vienemeno anche la mia candidatura'. Non mi sfioro' minimamentel'idea di entrare in conflitto con il partito perche' credoancora oggi, con le necessarie riforme che si stanno discutendo,alla democrazia rappresentativa ed all' insostituibile ruolodei partiti cosi' come sono indicati dalla nostra Costituzione.Sulle urgenze di oggi mi ritrovo nella linea di Renzi, cioe'del 'dialogo con tutte le forze rappresentative disponibilipuntando al consenso piu' ampio possibile'. Mi permetto,parlando dall'alto, e non dal basso come qualche sciocco tranoi ritiene, degli 80 anni suonati, di raccomandare a Renziogni sforzo per trovare una posizione unitaria nel Pd ed e'ovvio che l'impegno maggiore tocchi a lui in quanto leader delpartito. Un esito finale che somigliasse anche vagamente aldisastro del 2013 metterebbe in ginocchio il Pd nuocendogravemente all'Italia ed all'azione in corso per condurla fuoridalle sue forti difficolta'", conclude Marini.(AGI).