(AGI) - Milano, 16 ott. - "L'imperativo piu' scottante che oggirichiede il massimo di sforzi da parte dell'Asem e' quello disuperare i danni e le persistenti implicazioni della crisifinanziaria ed economica mondiale iniziata nel 2008, e dirimuoverne le cause, i rischi di sue ripetizioni nel futuro".Cosi' il presidente della Repubblica, in occasione del pranzodi gala in onore dei capi delegazione al Vertice Asem. "Dai paesi asiatici piu' dinamici e in forte crescita - fanotare il Capo dello Stato - sono venuti negli anni scorsicontributi preziosi per controbilanciare sul piano mondiale ilpeso della crisi del debito sovrano e delle sue conseguenzenell'Eurozona, dei fenomeni recessivi e degli arretramentiproduttivi e occupazionali determinatisi in molte partid'Europa. Ma di certo all'Unione Europea tocca - spiegaNapolitano - ora imboccare la strada di politiche piu'favorevoli alla crescita, anche perche' - nonostante indubbiedifferenze nel suo seno - e' l'Europa nel suo insieme cheaccusa i colpi di una tendenziale stagnazione se nondeflazione". Isis, barbarie. Rispondere a minacce incombenti Il presidentedella Repubblica, Giorgio Napolitano, accogliendo alla cena digala i leader Ue e Asia arrivati a Milano per il vertice Asem,ha sottolineato l'emergere della violenza nel mondo "anche informe di inaudita aggressivita' e barbarie con l'offensiva delcosiddetto Isis". "Nessuno di noi - ha spiegato il presidentedella Repubblica - puo' sottrarsi a risposte le piu' ferme difronte alle minacce incombenti, ne' a una paziente tessitura disoluzioni politiche e diplomatiche rispetto a vecchi e nuovicontenziosi tra Stati e dinanzi a scontri dissolutiviall'interno di diversi paesi". Napolitano loda dialogo Asem, continuiamo su questa strada"Continuiamo sulla strada che insieme abbiamo aperto dando vitaall'Asem: continuiamo con fiducia e speranza". Si concludecosi' il brindisi del Capo dello Stato in occasione della cenadi Gala offerta al leader Ue e asiatici alla fine della primagiornata del vertice Asem. "E proprio con fiducia e speranzal'Italia - sottolinea il Capo dello Stato - si e' candidata elavora intensamente all'EXPO universale del 2015, dandovi cometema 'Nutrire il pianeta : energia per la vita'. In questospirito, con autentica amicizia, levo il bicchiere peraugurarvi benessere e prosperita', per brindare al successo diquesta nostra grande impresa comune al servizio dei popolidell'Europa e dell'Asia". Il presidente della Repubblica ha fatto notare, riferendosiall'Asem, "la straordinaria lungimiranza di quanti volleroallora, in Europa e in Asia, l'avvio di un cosi' originaleesercizio comune". "Ci siamo decisamente lasciato alle spalle il passato. Levisioni imperiali, le strategie colonialistiche, di cui furonoprotagoniste grandi potenze europee fino alla meta' del secoloscorso, avevano scavato un solco profondo tra Europa e Asia; laseconda devastante guerra nata nel cuore d'Europa, e fattasidavvero mondiale, aveva infine investito e lacerato entrambi inostri continenti. Ma a partire dal 1950 - osserva la primacarica dello Stato -, l'Europa dei grandi ideatori di undisegno di pacificazione e integrazione si e' mostrataconsapevole degli errori e delle colpe delle classi dirigentidel 'vecchio continente', dei limiti da riconoscere e delleresponsabilita' da assumersi per la costruzione di un mondopacifico, piu' prospero e piu' giusto. "E a mano a mano che anche la guerra fredda si venivadissolvendo - continua Napolitano -, non solo nell'UnioneEuropea si ricongiungevano i popoli dell'Est e dell'Ovest, mal'Europa comprendeva la necessita' di aprirsi, anche al di la'delle fondamentali relazioni transatlantiche : di aprirsi adaltre, piu' lontane, grandi realta', che si avviavano versoprocessi di travolgente trasformazione". "E' stato questo il significato della nascita dell'Asemancor prima che diventasse evidente lo spostamento verso ilPacifico del baricentro dello sviluppo mondiale e che siprofilasse con eguale evidenza il crescere straordinario deipaesi emergenti, innanzitutto dell'Asia, e il ridursi del pesodei paesi europei nel loro complesso", aggiunge il Capo delloStato. "Questa tendenza di fondo, e le asimmetrie e divergenzenell'andamento dell'economia in questo inizio di XXI secolo trai nostri due continenti, debbono suscitare nell'Europa unitanon una sindrome di fatale declino, ma una forte volonta' divalorizzazione delle sue tradizioni migliori e delle suepotenzialita' di innovazione e competitivita'. E su tutto nonpuo' che prevalere, in Europa e in Asia, la coscienzadell'interdipendenza che le lega e del compito storico comunedi farvi fronte nell'interesse della pace e dello sviluppo: inun mondo - conclude Napolitano - irresistibilmenteglobalizzato". (AGI).