(AGI) - Roma, 22 ago. - "A quel poveretto gli hanno messoaddosso un divisa simile a quella indossata dai prigionieri aGuantanamo. Io penso che la violenza indecente, barbara,inaccettabile che ha subito quel ragazzo sia, in parte, figliadella violenza indecente, barbara, inaccettabile subita daidetenuti nel carcere di Abu Ghraib". E' uno dei passaggi,dedicato alla tragica uccisione di Foley, del post con il qualeAlessandro Di Battista torna sulle polemiche suscitate dal suointervento sull'opportunita' del dialogo con l'Isis. "Le violenze commesse in quella prigione - dice il deputatoM5S - furono senz'altro figlie di quel desiderio di vendettache molti americani hanno provato dopo l'indecente, barbaro,inaccettabile attentato alle Torri Gemelle quest'ultimo -accusa - anche figlio dell'indecente, barbaro, inaccettabileimperialismo nordamericano, l'imperialismo non e' soltantonordamericano, che ha portato milioni di persone a morire difame". "Ho ricevuto ogni genere di insulto in questi giorni.'Terrorista', 'assassino', 'soggetto pericoloso per lasocieta''. Un giornale ha anche scritto che avrei intenzione difarmi esplodere in una metro. Il tutto per aver espresso delleidee, riportato dei fatti e provato a 'capire', un atto cherivendico con tutto me stesso", riprende Di Battista. "Mi domando cosa possa succedere se dovessi mai compiere -ragiona per paradosso - uno di quei reati tanto cari adesponenti di quei partiti che i giornali che mi hanno infangatoportano sul palmo della mano. Qualcuno, in rete, mi ha ancheaugurato di fare la fine di quel povero reporter americano". "Si potrebbe continuare all'infinito - riprende - ma servea qualcosa? Ha qualche utilita' sapere 'chi ha sparato perprimo'? Ho provato a mettere in discussione il pensierodominante. In tanti hanno letto quel che ho scritto (la'macchina del fango' almeno a qualcosa serve) e di questo sonocontento altri si sono fermati a una frase letta su qualchegiornale. A questi ultimi consiglio di leggere tutto quello cheho scritto nella sua interezza. Il pensiero dominante ha sceltodi contrastare il terrorismo in modo totalmente fallimentare equesto e' un fatto. Possibile che, nel 2014, l'essere umano,capace di conquiste scientifiche e tecnologiche straordinarie,pensi ancora che l'unico modo per risolvere un conflitto sia laviolenza, siano le bombe o armare qualcuno?". "Dopo l'11 settembre 2001 si e' scelta una strada. Si sonoinseriti concetti nuovi: 'guerra giusta', 'bombe intelligenti','guerra preventiva', 'esportazione di democrazia'. E' possibilemettere in discussione tutto questo? E' possibile - dice ancora- affermare che le orrende violenze commesse in questi giornidall'ISIS siano collegate a quel che e' accaduto negli ultimianni in Medio Oriente? Ci sono paesi, come quelli dell'ALBAche, al netto di tutti i loro difetti e limiti, stannointroducendo nuove visioni di sviluppo. Perche' non chiedere aloro idee e proposte per gestire la crisi mediorientale, unacrisi che non riguarda certamente soltanto l'Iraq? Vi sembradavvero sensato obbedire, ancora una volta, a Washingtonnonostante non ne abbia fatta una giusta?". "Armare porta alla guerra e, come scrisse Terzani, 'nonc'e' mai stata una guerra che ha messo fine alle guerre'.Questi giorni mi hanno insegnato due cose molto importanti. Laprima e' che non basta certo una strumentalizzazione becera afarmi smettere di impegnarmi a fondo in quello in cui credo. Laseconda e' che fare quel che si ritiene giusto al posto di quelche conviene ti fa vivere sostanzialmente male masostanzialmente ti fa sentire vivo. A riveder le stelle!",conclude Di Battista. (AGI).