AGI - A Monastir, uno dei principali poli tessili della Tunisia, il Piano Mattei assume una forma molto concreta: una stazione destinata al trattamento delle acque reflue industriali e, in prospettiva, al loro possibile riutilizzo nei processi produttivi.
Il progetto mette insieme Tunisia, Italia e Banca africana di sviluppo (Afdb) e mostra l’evoluzione della strategia italiana in Africa, sempre più orientata verso infrastrutture capaci di rispondere contemporaneamente alle esigenze dell’industria e ai vincoli ambientali. L’Ufficio nazionale della sanitizzazione tunisino (Onas) ha avviato la procedura per selezionare l’assistenza tecnica che accompagnerà la realizzazione della nuova stazione nel polo di depurazione di Monastir Nord.
Il finanziamento passa attraverso la Rome Process / Mattei Plan Financing Facility
Il finanziamento passa attraverso la Rome Process / Mattei Plan Financing Facility (Rpff), meccanismo istituito nel 2025 e amministrato dal Gruppo della Banca africana di sviluppo per combinare sovvenzioni, finanziamenti agevolati e altri strumenti della banca attorno a progetti africani considerati prioritari dalla cooperazione italiana.
Separazione delle acque reflue domestiche da quelle industriali
A Monastir la posta in gioco è particolarmente rilevante. L’industria tessile rappresenta uno dei pilastri manifatturieri ed esportatori della regione, ma è anche un settore che consuma acqua e produce reflui che richiedono trattamenti specifici. L’intervento dovrà completare un sistema più ampio, basato sulla separazione delle acque reflue domestiche e industriali, sul miglioramento della depurazione e sulla valutazione delle possibilità di recuperare i volumi trattati.
Quest’ultimo aspetto è centrale. In una Tunisia sottoposta a una pressione crescente sulle risorse idriche, l’acqua industriale non può più essere considerata soltanto un rifiuto da smaltire. Lo studio previsto dovrà stabilire a quali condizioni una parte delle acque depurate possa essere reimmessa nei cicli produttivi, riducendo sia il prelievo dalle risorse naturali sia gli scarichi nell’ambiente.
La Afdb indica tra gli obiettivi anche la protezione del litorale e delle risorse idriche della regione. Il progetto non è però ancora nella fase di costruzione. La procedura aperta riguarda servizi di ingegneria, progettazione, assistenza alle gare e supervisione dei lavori. Il contratto dovrebbe avere una durata di circa sessanta mesi.
La selezione è internazionale e porterà a una rosa massima di sei candidati, ai quali è richiesta esperienza specifica in impianti di trattamento delle acque industriali con capacità di almeno 500 metri cubi al giorno. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 24 settembre.
Uno spazio concreto per le imprese italiane
Per le imprese italiane questa fase apre uno spazio concreto. L’Oice, che rappresenta le società italiane di ingegneria, architettura e consulenza, ha già segnalato l’opportunità alle proprie associate nell’ambito della collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti. Ingegneria idraulica, tecnologie ambientali, trattamento e riciclo dell’acqua sono proprio alcuni dei settori nei quali l’Italia dispone di una filiera fortemente orientata all’export.
Monastir rappresenta quindi un banco di prova interessante per il Piano Mattei. La sfida non è più soltanto mobilitare risorse finanziarie, ma trasformarle in progetti capaci di migliorare insieme la competitività di una filiera esportatrice, la gestione di una risorsa scarsa e l’accesso delle imprese italiane ai nuovi mercati africani. La selezione dei consulenti aprirà la strada alla definizione tecnica dell’intervento e, successivamente, alla gara per la costruzione della stazione.