AGI - Otto aziende italiane hanno manifestato il loro interesse ad investire nel settore minerario del Sudafrica per rafforzare la propria presenza in Africa, facendo leva sulla crescente domanda di tecnologie per l’automazione, l’elettrificazione, la sicurezza e la modernizzazione delle infrastrutture. Le imprese, scrive il "Mozambique Mining Journal", hanno partecipato all'Electra Mining Africa 2026, fiera di settore che si è chiusa venerdì 11 settembre a Johannesburg nel quadro di una delegazione organizzata dall’agenzia Ice con il sostegno dell’ambasciata italiana a Pretoria e del Consolato generale a Johannesburg.
Hanno partecipato alla missione i rappresentanti di Apeiroon, Bedeschi, BSTransfo, Diefenbach, Imet, Solexy, Telema e Thytronic: le aziende offrono soluzioni che spaziano dall’automazione delle reti elettriche ai sistemi di comunicazione per ambienti pericolosi, dai trasformatori ad alta tensione ai sistemi di filtrazione e drenaggio, fino alla movimentazione di materiali e alle reti private per applicazioni industriali.
Creazione di partnership con aziende sudafricane
La partecipazione alla fiera, ospitata al Johannesburg Expo Centre, ha mirato non solo alla conquista di nuovi clienti ma anche alla creazione di partnership con aziende sudafricane, che potrebbero facilitare l'accesso ad altri mercati della regione. Il crescente interesse italiano si inserisce in un aumento degli scambi commerciali.
Secondo i dati dell'agenzia Ice, le esportazioni italiane verso il Sudafrica di macchinari per il settore minerario e comparti collegati hanno raggiunto 46,2 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 43 milioni del 2024. Nei primi sei mesi del 2026 sono ammontate a 26,2 milioni di euro, con una crescita del 21,9 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
"Rinnovato interesse delle imprese italiane per il continente africano"
"La presenza di aziende italiane di alto livello a Electra Mining è un chiaro segnale del rinnovato interesse delle imprese italiane per il continente africano", ha detto Massimiliano Tremiterra, direttore dell’Ice di Johannesburg. Il Sudafrica, ha aggiunto, "deve essere considerato una piattaforma privilegiata per tutta l’Africa sub-sahariana", soprattutto alla luce dello sviluppo del settore minerario e delle nuove norme in materia di sicurezza e tutela ambientale.
Il mercato sudafricano offre ampi margini per i fornitori internazionali. Secondo l’Ice, le importazioni di macchinari per il settore minerario e delle costruzioni sono aumentate da 2,16 miliardi di euro nel 2024 a 2,31 miliardi nel 2025, sostenute soprattutto dalla domanda di escavatori, autocarri da miniera e pale caricatrici. Per le aziende italiane, l’opportunità va oltre la vendita di macchinari.
L’elettrificazione delle attività minerarie, l’automazione, la sicurezza, la gestione dell’acqua e la riduzione dell’impatto ambientale stanno spingendo le compagnie del settore a investire in tecnologie più avanzate, mentre molte infrastrutture esistenti necessitano di essere ammodernate.
Con circa 40 mila visitatori e 1.000 espositori, Electra Mining Africa è stata una vetrina importante per costruire relazioni commerciali in Sudafrica e nell’Africa australe. Per le otto aziende italiane, la sfida sarà trasformare la partecipazione alla fiera in accordi e partnership capaci di portare le loro tecnologie non solo nel mercato sudafricano, ma anche nel più ampio mercato minerario africano.