AGI - Algeria e Italia restano unite per contrastare l'immigrazione irregolare e determinate a cooperare per il rafforzamento della sicurezza. A testimonianza dei legami strategici che uniscono i due Paesi, il ministro dell'Interno, delle Collettività locali e della Pianificazione territoriale dell'Algeria, Said Sayoud, è tornato a Roma per incontrare il titolare del Viminale Matteo Piantedosi, dopo la visita istituzionale effettuata lo scorso marzo nella capitale italiana su incarico del presidente della Repubblica algerina Abdelmadjid Tebboune.
Nella giornata di lunedì 3 agosto i due ministri sono tornati a esaminare lo stato della cooperazione bilaterale e a discutere le modalità per elevarla ulteriormente a livelli superiori, secondo gli interessi reciproci. Come riferito da una nota del Viminale, al centro del colloquio c’è stata in particolare l’analisi dei flussi migratori, nell'intento condiviso di contrastare il traffico di esseri umani e fermare le partenze illegali.
Un "rapporto privilegiato"
Grande attenzione è stata dedicata alla collaborazione sui rimpatri e al potenziamento delle sinergie tra le forze di polizia, finalizzate a smantellare la criminalità organizzata transnazionale.
Piantedosi ha sottolineato che l’Algeria è un “partner strategico”, con cui l’Italia ha “un rapporto privilegiato”. “Il nostro obiettivo comune rimane quello di fronteggiare uniti dinamiche migratorie irregolari che spesso valicano i confini dei singoli Stati”, ha spiegato il ministro italiano.
Un partenariato strategico
Secondo la nota ufficiale algerina, Sayoud ha sottolineato all’inizio della riunione "l'impegno dei leader dei due Paesi a elevare le relazioni bilaterali a livelli più ampi", evidenziando che "questa dinamica positiva costituisce uno stimolo a proseguire l'ampliamento degli ambiti di cooperazione bilaterale e a rafforzare il partenariato strategico".
In questa cornice la lotta ai flussi irregolari ha pertanto rappresentato il tema portante dell’incontro. Secondo quanto riportato dalla nota algerina, la parte italiana ha elogiato gli sforzi profusi da Algeri nel contrastare questo fenomeno, apprezzando l'approccio “globale ed equilibrato” che coniuga la dimensione umanitaria, le relative sfide di sicurezza, nonché la dimensione legata allo sviluppo connessa alla problematica migratoria in Africa.
Coordinamento contro le reti criminali
Durante l’incontro, i due ministri si sono quindi confrontati nel dettaglio sui meccanismi per rafforzare il coordinamento in materia di sicurezza e intensificare la cooperazione operativa tra le autorità competenti di entrambi i paesi. Questi sforzi congiunti mirano a contrastare le reti criminali transnazionali e a frenare il flusso di immigrazione irregolare attraverso meccanismi operativi sul campo più efficaci ed efficienti.
La sessione di lavoro si è conclusa con un’intesa per ampliare ulteriormente la cooperazione bilaterale, includendo numerosi settori vitali, tra cui il rafforzamento della cooperazione delle forze di polizia, programmi di formazione avanzata, lo scambio di esperienze e competenze in materia di sicurezza e lo sviluppo di meccanismi di lavoro comuni.
Il nuovo incontro tra i ministri dell’Interno di Algeria e Italia ha quindi consolidato ulteriormente il partenariato strategico. Lo scorso marzo, Sayoud e Piantedosi avevano già convenuto di intensificare il coordinamento tra le rispettive istituzioni di sicurezza, con particolare riguardo alla cybersicurezza, al contrasto delle reti criminali e alla gestione dei flussi migratori.
Un obiettivo comune
In occasione della nuova visita a Roma, Sayoud ha tenuto anche una sessione di lavoro allargata con la missione diplomatica dell'ambasciata dell'Algeria.
Le due visite ravvicinate del ministro algerino confermano il ritmo sostenuto delle relazioni bilaterali. Accanto ai consolidati dossier energetici ed economici, la sicurezza rappresenta ormai uno dei pilastri del partenariato strategico tra i due Paesi, accomunati dall'obiettivo di rafforzare la stabilità e la sicurezza dell'area mediterranea.