Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha ammesso al finanziamento sette proprie infrastrutture di ricerca nell’ambito dell’avviso pubblico del ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) per la mobilità dei ricercatori kenioti in Italia. Laboratori e competenze scientifiche di eccellenza saranno così messi a disposizione di nuove collaborazioni tra Italia e Kenya. Lo rende noto il Cnr in una nota.
Sette infrastrutture del Cnr coinvolte
Il bando, pubblicato dal Mur il 29 aprile, finanzia attività di accesso transnazionale e visite di ricerca rivolte a studiosi kenioti presso infrastrutture, tecnologie per l’innovazione e centri nazionali sostenuti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’iniziativa attua la Dichiarazione congiunta sulla cooperazione in materia di ricerca e innovazione, firmata a Roma il 21 aprile dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e dal dipartimento di Stato per la Scienza, la Ricerca e l’Innovazione del Kenya.
L’accordo si inserisce negli obiettivi del Piano Mattei per lo sviluppo e la cooperazione con il continente africano.
Un programma da 500 mila euro
L’iniziativa dispone di una dotazione complessiva di 500 mila euro e prevede un contributo di 3 mila euro al mese per ciascun ricercatore ospitato. I soggiorni presso le strutture italiane avranno una durata di tre o sei mesi.
Il programma coinvolge complessivamente tredici enti di ricerca italiani e finanzia 19 progetti e 48 posizioni trimestrali di mobilità.
Dalla transizione energetica alle neuroscienze
Le sette infrastrutture del Cnr selezionate sono Ebrains-Italy, H2Iosc, iEntrance@Enl, Itaca.Sb, Itineris, Nffa-Di e Nefertari.
Le strutture ospiteranno ricercatori kenioti impegnati in settori che comprendono i materiali avanzati, le tecnologie per la transizione energetica, la biologia strutturale, l’osservazione della Terra, la fusione nucleare, il patrimonio culturale e le neuroscienze computazionali.
Le attività si svolgeranno in sedi distribuite tra Trieste, Bologna, Napoli, Caserta, Bari, Roma, Tito, Verbania, Padova, Lecce e altre città italiane.
Una collaborazione scientifica di lungo periodo
Il ministero ha spiegato che il programma si affianca al memorandum d’intesa sottoscritto da Italia e Kenya nel febbraio scorso.
L’obiettivo è favorire la nascita di rapporti scientifici duraturi tra le comunità di ricerca dei due Paesi, rafforzando la condivisione delle conoscenze, delle tecnologie e delle competenze.