AGI - Nel quadro del crescente interesse verso la modernizzazione dell’agricoltura etiope, si sta rafforzando il dialogo tra Italia ed Etiopia per favorire una maggiore diffusione delle tecnologie agricole.
In questo contesto, l’Agenzia italiana per il commercio estero (Ice) sta dialogando con la Camera di commercio e industria etiope (Eccsa) per individuare modalità che possano facilitare l’accesso delle imprese etiopi ai macchinari agricoli italiani.
Secondo quanto riportato dal sito etiope "Birr Metrics", i colloqui in corso riguardano anche possibili meccanismi di finanziamento a sostegno di questi scambi, con l’obiettivo di avvicinare gli importatori etiopi ai principali produttori italiani del settore e contribuire al progressivo superamento del divario di meccanizzazione che ancora condiziona la produttività agricola del Paese.
Il produttori italiani stanno valutando anche investimenti a lungo termine
Oltre all'esportazione di macchinari, i produttori italiani stanno valutando anche investimenti a lungo termine, tra cui la creazione di linee di assemblaggio e, in futuro, di impianti di produzione in Etiopia.
"Il prossimo passo è consentire ai produttori italiani di realizzare linee di assemblaggio e, in futuro, impianti di produzione in Etiopia, non solo per servire il mercato locale, ma anche i Paesi limitrofi, dato che l'Etiopia è un hub per questa parte dell'Africa", ha affermato Fabio Ricci, vice direttore generale dell'Associazione italiana costruttori di macchine agricole (FederUnacoma).
L'iniziativa, alla quale partecipa anche l'ambasciata d'Italia, ha visto coinvolto il commissario italiano per il commercio estero Claudio Pasqualucci, e si inserisce nella strategia di Addis Abeba per modernizzare un il settore agricolo, che da solo contribuisce per oltre un terzo (34 per cento) al Pil nazionale e coinvolge una larga parte della popolazione attiva. Al momento non sono stati annunciati accordi finanziari.
La meccanizzazione agricola è una delle maggiori sfide dell'Etiopia
La meccanizzazione agricola rappresenta una delle principali sfide per l’Etiopia, dove il comparto resta ancora fortemente legato a pratiche tradizionali che pesa sulla produttività.
Il governo punta, da parte sua, ad aumentare rapidamente il livello di meccanizzazione agricola, anche per rafforzare la sicurezza alimentare e sostenere l’obiettivo dell’autosufficienza.
A novembre a Bologna Eima International 2026
L’iniziativa prevede in questo quadro anche la partecipazione di operatori etiopi a Eima International 2026, una delle principali fiere mondiali dedicate alle macchine agricole, organizzata da FederUnacoma ed in programma a novembre a Bologna con il tema “Progettare il futuro dell’agricoltura”.
L’evento, che in questa edizione dovrebbe riunire oltre 1.800 espositori, rappresenterà un’importante occasione di confronto diretto tra imprese etiopi e costruttori italiani, favorendo lo sviluppo di nuove opportunità commerciali e industriali.
Tra i temi al centro della manifestazione vi saranno le tecnologie per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, contrastare il degrado dei suoli e ridurre i costi produttivi attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse.
Parlando in conferenza stampa ad Addis Abeba, la segretaria generale della Camera di commercio e industria etiope, Kenenisa Lemi, ha definito la modernizzazione agricola "una priorità" nell’ambito del programma di riforme economiche del Paese.
Secondo Lemi, il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare richiederà un maggiore coinvolgimento del settore privato e investimenti in tecnologie agricole più efficienti, capaci di aumentare la produttività delle aziende e migliorare la resilienza del settore di fronte ai cambiamenti climatici.
In Etiopia 60 milioni di ettari di terreno coltivabile
L’Etiopia dispone di circa 60 milioni di ettari di terreno coltivabile, ma il basso livello di meccanizzazione continua a rappresentare un limite alla crescita della produzione. Un maggiore accesso a trattori, macchine per la raccolta, sistemi di irrigazione e strumenti per l’agricoltura di precisione potrebbe consentire agli agricoltori di aumentare i rendimenti e utilizzare le risorse in modo più efficiente.
Secondo Fabio Ricci, direttore generale aggiunto di FederUnacoma, la cooperazione con l’Etiopia potrebbe evolvere oltre la semplice vendita di macchinari, favorendo nel tempo investimenti produttivi nel Paese.
"La prossima fase consiste nel permettere ai produttori italiani di installare linee di assemblaggio e, in futuro, stabilimenti di produzione in Etiopia, non solo per servire il mercato locale, ma anche i Paesi vicini, poiché l’Etiopia costituisce un hub per questa parte dell’Africa", ha dichiarato Ricci.