AGI - Dopo due anni e mezzo di attuazione, il Piano Mattei entra nella sua "fase della maturità". È il messaggio che Fabrizio Saggio, coordinatore della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio, ha portato davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, illustrando la terza relazione annuale sullo stato di avanzamento della strategia italiana per l'Africa.
Più che un intervento politico, quello di Saggio è stato un bilancio costruito sui numeri: finanziamenti deliberati, strumenti finanziari attivati e partenariati internazionali, con l'obiettivo di dimostrare che il Piano è ormai passato dalla fase progettuale a quella operativa.
"È l'anno di maturità del piano"
"Siamo nel terzo anno di operatività del Piano. È l'anno della maturità", ha affermato Saggio, richiamando "risultati misurabili sul terreno, un'architettura finanziaria definita e una collaborazione internazionale consolidata".
Il numero dei Paesi partner è raddoppiato, passando dai nove iniziali agli attuali diciotto, mentre il Fondo italiano per il clima ha deliberato quindici interventi nel continente, per circa un miliardo di euro, con l'obiettivo di aggiungere altri 500 milioni entro la fine del 2026.
"Crescente internazionalizzazione del Piano"
Uno dei punti centrali dell'audizione ha riguardato la crescente internazionalizzazione del Piano. Secondo Saggio, la strategia "non può crescere solo come Italia", ma deve coinvolgere partner europei, istituzioni finanziarie internazionali e Paesi terzi.
In questa direzione si collocano il vertice Italia-Africa di Addis Abeba, il partenariato con il programma europeo Global Gateway, le collaborazioni con Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Francia, Germania, Danimarca, Giappone e Corea del Sud, nonché il richiamo esplicito al Piano Mattei nella dichiarazione sulle partnership internazionali adottata dal G7.
Piena operatività degli strumenti creati negli ultimi due anni
Sul piano finanziario, Saggio ha rivendicato la piena operatività degli strumenti creati negli ultimi due anni. Tra questi figurano la Mattei Plan and Rome Process Financing Facility presso la Banca africana di sviluppo, la piattaforma GRAF gestita da Cassa Depositi e Prestiti, il Plafond Africa da 500 milioni di euro e la Misura Africa di Simest, che ha già approvato 148 operazioni per 116 milioni a favore delle piccole e medie imprese italiane.
A ciò si aggiungono oltre quattro miliardi di euro di garanzie mobilitate da Sace nei diciotto Paesi prioritari e più di 550 milioni di euro di progetti sviluppati con la Banca mondiale.
Tra le novità annunciate figura anche l'avvio della conversione di 269 milioni di euro di crediti bilaterali vantati dall'Italia nei confronti di diversi Paesi africani. L'obiettivo, ha spiegato Saggio, è "trasformare passività finanziarie in investimenti reali", destinando quelle risorse a progetti concordati con i governi partner nei settori del capitale umano e delle infrastrutture.
Azione su tre priorità nei prossimi dodici mesi
Guardando ai prossimi dodici mesi, la Struttura di missione concentrerà l'azione su tre priorità: acqua, formazione e minerali critici. Sul fronte idrico sono già operativi programmi in Marocco, Tunisia e Repubblica del Congo, mentre sul capitale umano il modello sviluppato nei centri di formazione in Algeria, Tunisia e Marocco sarà progressivamente esteso ad altri Paesi africani.
Un'impostazione che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe consolidare il Piano Mattei come strumento permanente di cooperazione economica e industriale tra Italia e Africa, oltre la dimensione dell'aiuto allo sviluppo.