AGI - Una piattaforma digitale per mettere in contatto i giovani italo-tunisini con le imprese dei due Paesi, trasformando la doppia appartenenza culturale e linguistica in una risorsa per il mercato del lavoro. È l’obiettivo del progetto “Giovani italo-tunisini: mappatura delle competenze per l’occupazione”, presentato a Tunisi come nuovo strumento di collegamento tra capitale umano, formazione e sistema produttivo sulle due sponde del Mediterraneo.
Finanziata dalla Direzione generale per gli Italiani all’estero
L’iniziativa, finanziata dalla Direzione generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del ministero degli Esteri, ha censito le competenze professionali dei giovani binazionali residenti in Tunisia, rendendo i loro profili consultabili dalle imprese partner. “Questo progetto ridefinisce anche il ruolo del Comites, non più soltanto organo di rappresentanza della comunità italiana, ma ponte fondamentale tra la presenza italiana e la società tunisina”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Alessandro Prunas. Secondo il diplomatico, i giovani italo-tunisini costituiscono il punto di contatto più concreto tra i due Paesi, perché “portatori della ricchezza delle nostre due culture”. Una condizione che può diventare un vantaggio competitivo per le imprese alla ricerca di personale in grado di unire competenze tecniche, conoscenza linguistica e familiarità con entrambi i contesti economici. La piattaforma nasce da una domanda precisa. Le circa mille imprese italiane attive in Tunisia incontrano difficoltà crescenti nel reperire personale qualificato italofono. Parallelamente, numerosi settori produttivi italiani, dall’industria all’agricoltura, dall’edilizia al turismo e ai servizi, soffrono una persistente carenza di manodopera specializzata.
Doppia appartenenza
Prunas ha invitato i giovani a considerare la doppia appartenenza “un patrimonio inestimabile”, ma ha richiamato anche la responsabilità del sistema produttivo: “Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità delle imprese di trasformare la mappatura delle competenze in concrete opportunità di lavoro”. I curricula selezionati sono stati messi a disposizione di Confimprese Italia, della Camera di commercio e industria tuniso-italiana e della Confederazione delle imprese cittadine tunisine. Per Guido D’Amico, presidente di Confimprese Italia, “la Tunisia rappresenta un partner strategico per il tessuto delle micro e piccole imprese italiane”. I giovani binazionali, ha aggiunto, possono diventare protagonisti di “una nuova stagione di cooperazione economica” tra i due Paesi. “Dobbiamo investire sulle loro competenze, favorire il dialogo con le imprese e trasformare la formazione in occupazione”, ha affermato. Il progetto ha raccolto alcune centinaia di candidature attraverso i canali del Comites Tunisia. Dopo la selezione, 59 profili sono stati inseriti nella banca dati.
Verso opportunità migliori
“Si tratta di persone molto richieste dal mercato del lavoro”, ha spiegato il coordinatore del progetto, Antonino Trimarchi. “Alcuni sono già occupati, altri cercano un impiego, ma l’obiettivo è accompagnarli verso opportunità professionali migliori”. La piattaforma resterà online almeno fino alla fine dell’anno. “Il censimento è soltanto il primo passo”, ha sottolineato il presidente del Comites Tunisia, Sandro Fratini, indicando l’intenzione di consolidare nel tempo il collegamento tra comunità italiana e mercato del lavoro. In Tunisia risiedono tra i 10 mila e gli 11 mila cittadini italiani; circa 3 mila sono binazionali iscritti all’Aire. Si tratta sia di discendenti della storica emigrazione italiana sia di figli di coppie miste, una componente destinata a pesare sempre di più nelle relazioni economiche e sociali tra Roma e Tunisi.