AGI - Di fronte alla complessità dello scenario geopolitico globale è necessario costruire un “nuovo ordine mondiale” che non possa prescindere dal Sud del mondo, e in questo senso l’Italia e l’Europa possono giocare un ruolo di primo piano. Ne è convinto l’ex ministro dell’Interno e attuale presidente della Fondazione Med-Or, Marco Minniti
"Un Patto tra l'Unione europea e l'Unione africana è necessario"
In una lunga intervista Minniti ha delineato le sfide, ma anche le opportunità, offerte dalle dinamiche in atto nei diversi teatri, e in particolare nella regione del Mediterraneo allargato.
Lo ha fatto soffermandosi su tutti i principali dossier al centro dell’agenda internazionale: dall’Iran alla Siria, da Hormuz a Gaza, dall’Ucraina alla Libia, passando per il Sahel – “principale incubatore del terrorismo internazionale” – e il Corno d’Africa, per finire con le ricadute che le situazioni di conflitto hanno inevitabilmente sui flussi migratori che arrivano l’Europa.
Uno scenario di fronte al quale, secondo Minniti, occorre un “patto” tra Unione europea e Unione africana, nell'ambito del quale il Piano Mattei diventi uno dei due pilastri di una nuova politica europea verso l'Africa.
"La Nato deve ridefinire il suo ruolo"
Secondo l’ex ministro, la Nato deve ridefinire il proprio ruolo tenendo insieme la sicurezza atlantica tradizionale e le minacce provenienti dal fianco sud. “La destabilizzazione in Africa, che può propagarsi con una certa velocità, è radicalmente contraria agli interessi dell’Unione europea”, ha affermato. “L’Europa deve occuparsi del Mediterraneo e dell’Africa”.
Da questo punto di vista, prosegue il presidente di Med-Or, il vertice Nato di Ankara dovrebbe servire anche a rafforzare la capacità dell’Alleanza di agire sul fronte meridionale. “Essendo atlantica e avendo l’Europa come elemento fondamentale, la Nato non può non avere il Mediterraneo e l’Africa tra le sue aree di interesse”.
"Doppia strategia: sviluppare e rafforzare le vie di immigrazione legali"
L’estrema complessità e instabilità dell’attuale scenario geopolitico globale, del resto, non può non avere ricadute sui flussi migratori, che interessano da vicino le coste sud del Mediterraneo, e dell’Italia in particolare.
Di fronte a questo scenario, Minniti propone una doppia strategia indicata per costruire e rafforzare canali legali di immigrazione volti a contrastare i trafficanti di esseri umani e applicare rimpatri immediati per chi arriva irregolarmente, auspicando un patto tra l'Unione europea e l'Unione africana, nell'ambito del quale il Piano Mattei diventa uno dei due pilastri di una nuova politica europea verso l'Africa.
"Legittimo chiedere a questi paesi degli impegni concreti"
La prima strategia prevede la costruzione e il rafforzamento dei canali legali, “che costruiscono un elemento fondamentale per contrastare i trafficanti di esseri umani".
In cambio, secondo Minniti, sarebbe lecito chiedere a questi Paesi impegni concreti, "arrivando financo a pensare a operazioni di polizia internazionale contro i trafficanti di esseri umani, così come si fanno contro i terroristi", ha osservato.
"Garantire il rimpatrio immediato"
In secondo luogo, è necessario provvedere ai rimpatri immediati. "Se tu hai canali legali, è chiaro che chiunque arriva illegalmente va immediatamente rimpatriato, perché nel momento in cui io ti riconosco canali legali, è evidente che tu devi contrastare insieme con me i canali illegali. Questo è il punto fondamentale.
Per fare questo, noi dovremmo fare un patto. Un patto cornice tra l'Unione europea e l'Unione africana, dentro il quale inserire i singoli patti tra i singoli Paesi europei e i Paesi di partenza o di transito. Lo chiamerei patto per l'immigrazione legale e per il contrasto ai trafficanti di esseri umani, come lo è il Piano Mattei".
"In questo modo", ha aggiunto Minniti, il Piano "diventa uno dei due pilastri di una nuova politica europea verso l'Africa. Non è carità: è l'interesse strategico dell'Europa", ha insistito l’ex ministro, spiegando che, in quest'ottica, l'Europa "non fa soltanto il proprio interesse", ma "contribuisce a disegnare un nuovo ordine mondiale di cui abbiamo necessariamente bisogno".