AGI - A Salé, alla periferia di Rabat, la cooperazione culturale tra Marocco e Italia assume talvolta forme inaspettate. Lontana dai grandi festival o dalle istituzioni museali, trova espressione anche sotto il tendone della Scuola Nazionale di Circo Shems'y, che negli anni è diventata uno dei principali centri di formazione nelle arti circensi in Africa. Durante uno spettacolo degli studenti del terzo anno, l'Ambasciatore d'Italia in Marocco, Pasquale Salzano, ha sottolineato la dimensione sociale ed educativa di un progetto che va ben oltre la sfera puramente artistica.
Lo spettacolo, intitolato "Devenir" (Diventare), rappresenta il culmine del percorso degli studenti nel programma "Awal Qalam 2026". Più che un semplice spettacolo di fine corso, segna il passaggio dalla formazione al palcoscenico professionale, attraverso una creazione collettiva in cui i giovani artisti esplorano temi di trasformazione personale, identità ed emancipazione.
Più che uno spettacolo, un riscatto dei partecipanti
"Ho avuto il privilegio di assistere a uno spettacolo che non dimenticherò mai", ha dichiarato il diplomatico italiano. Parlando del background degli studenti, ha sottolineato che molti di loro provengono da contesti svantaggiati, talvolta segnati da insicurezza economica o mancanza di opportunità. "Nei loro occhi ho visto qualcosa di profondamente potente: la determinazione di chi si rifiuta di arrendersi, la dignità di chi cerca di ricostruire il proprio futuro e la capacità di trasformare la propria vulnerabilità in disciplina, forza e arte", ha affermato.
Il significato del tema del divenire
La scelta del tema "Devenir" illustra questa ambizione. Secondo Salzano, gli studenti non si limitano a presentare una performance artistica; mettono in mostra la propria evoluzione, non solo come artisti ma anche come cittadini chiamati a costruire il proprio futuro. "Sul palco, mostrano ciò che stanno diventando", ha riassunto.
Cooperazione culturale attiva
Al di là della sua dimensione artistica, l'iniziativa si inserisce nella cooperazione culturale tra Rabat e Roma. L'Istituto Italiano di Cultura di Rabat sostiene il progetto in partenariato con la Scuola Nazionale di Circo Shems'y, sotto la direzione artistica di Boris Vecchio, contribuendo così allo sviluppo di nuove competenze nelle arti performative.
Diplomazia culturale incentrata sui giovani
Questa collaborazione riflette una concezione di diplomazia culturale che privilegia la formazione, la trasmissione del know-how e il sostegno ai giovani talenti. In questo contesto, le arti circensi si configurano come strumento di inclusione sociale e veicolo di espressione artistica, offrendo ai giovani, spesso provenienti da contesti svantaggiati, l'accesso a una formazione professionale riconosciuta.
Una scuola leader in Africa
Fondata nel 1999 e riconosciuta come istituzione nazionale nel 2009, la Scuola Nazionale di Circo Shems'y si è gradualmente affermata come una delle principali istituzioni del continente africano. Il suo modello educativo combina l'insegnamento accademico, la pratica artistica e l'inserimento professionale, sviluppando al contempo numerose collaborazioni internazionali.
Una forte attenzione al sociale e alla comunità
Sostenuta in particolare dall'associazione marocchina Amesip, impegnata nel supporto ai giovani vulnerabili, la scuola accoglie ogni anno studenti provenienti da diverse regioni del Regno e partecipa regolarmente a scambi con istituzioni europee e africane. Questa dimensione internazionale contribuisce a rendere il circo contemporaneo uno spazio di dialogo interculturale, dove la creazione artistica diventa anche un catalizzatore di integrazione sociale e cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
Una strategia culturale nel Mediterraneo
Per l'Italia, impegnata da diversi anni in una strategia di diplomazia culturale nel Mediterraneo, il sostegno a iniziative come quella di Salé si inserisce in un approccio più ampio volto a rafforzare gli scambi tra i popoli e le industrie culturali. In un contesto in cui le relazioni tra Roma e Rabat si sviluppano anche sul piano economico, accademico e scientifico, la cooperazione artistica rappresenta un'ulteriore via per un partenariato destinato a diversificarsi.