AGI - La crisi nello Stretto di Hormuz è entrata a far parte dell'agenda globale per la sicurezza alimentare. L'Italia ha lanciato ieri alla Farnesina la “Coalizione di Roma” per l'accesso ai fertilizzanti e la sicurezza alimentare, una piattaforma di dialogo e cooperazione pensata per mantenere aperti i flussi di approvvigionamento, contenere l'impatto delle tensioni sulle filiere e rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari più esposti.
Riunione ministeriale a Roma
La riunione ministeriale è stata co-presieduta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro degli Esteri croato Gordon Grlic-Radman, in qualità di presidente del gruppo Med9 (i paesi dell'UE che si affacciano sul Mediterraneo), con la partecipazione in presenza del direttore Generale della FAO Qu Dongyu, accompagnato dal vice direttore generale Maurizio Martina.
Alla riunione hanno partecipato, di persona o a distanza, circa 40 paesi e organizzazioni internazionali: Albania, Bahrein, Comore, Emirati Arabi Uniti, Consiglio di Cooperazione del Golfo, Giordania, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Mauritania, Montenegro, Oman, UNOPS, Palestina, Portogallo, Somalia, Tunisia, Yemen, Algeria, Arabia Saudita, Egitto, Grecia, Lega Araba, Serbia, Slovenia, Spagna, Cipro, Libano, Libia, Malta, Marocco e Siria.
Nascita della Coalizione di Roma nel formato Med9++
La “Coalizione di Roma” è nata nell’ambito del formato Med9++, esteso oltre i paesi mediterranei dell’Unione Europea per includere i Balcani, il Nord Africa, il Golfo e il mondo arabo. Il suo obiettivo è creare un gruppo di lavoro permanente sulla sicurezza alimentare e i fertilizzanti, con particolare attenzione agli effetti delle interruzioni delle rotte marittime strategiche. Le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno già esercitando pressione sui costi logistici, sui premi assicurativi e sulla disponibilità di fattori produttivi agricoli, con ripercussioni sui prezzi dei prodotti alimentari e sulla stabilità dei paesi più vulnerabili, soprattutto in Africa.
Il quadro di sicurezza globale menzionato da Tajani
Nelle sue osservazioni conclusive, Tajani ha inserito l'iniziativa in un contesto più ampio di sicurezza globale. "La situazione nello Stretto di Hormuz non è solo una questione regionale, ma globale: riguarda i flussi energetici, il commercio marittimo, la sicurezza alimentare e la stabilità in molte regioni, e le conseguenze sono già visibili", ha affermato il ministro. "Il nostro coordinamento continuerà. Insieme possiamo fare la differenza", ha aggiunto, annunciando la creazione di quella che ha definito "la Coalizione di Roma". Il Ministro degli Esteri italiano ha sottolineato l'impatto sui mercati agricoli. "I mercati dei fertilizzanti sono sotto pressione, i costi della logistica e i premi assicurativi sono in aumento. Si tratta di pressioni reali sulle famiglie, sugli agricoltori e sulle fragili economie di diverse regioni, Africa compresa", ha spiegato. "Esistono rischi di ulteriore instabilità significativa e di nuove dinamiche migratorie", ha continuato Tajani, aggiungendo che "oggi stiamo anche inviando un messaggio chiaro. Siamo tutti impegnati a sostenere la pace e il dialogo. È importante continuare in questa direzione".
La fase successiva al cessate il fuoco al centro dei lavori
A margine della conferenza Med9++, Tajani ha spiegato che la coalizione dovrà lavorare sulla fase successiva a un eventuale cessate il fuoco. "Oggi, da qui viene inviato un messaggio chiaro: si sta formando una coalizione che si concentrerà sulla sicurezza alimentare e sui fertilizzanti, in modo che, attraverso Hormuz, una volta raggiunto un cessate il fuoco duraturo, le risorse essenziali possano raggiungere molte popolazioni, soprattutto in Africa, che si trovano in difficoltà", ha affermato.
Le ricadute sull'agricoltura italiana
Il ministro ha inoltre sottolineato i benefici nazionali dell'iniziativa: "Anche la nostra agricoltura ha bisogno di fertilizzanti; pertanto, con il forte impegno del Med9, ovvero l'organizzazione dei paesi dell'Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo, dei paesi dei Balcani, dei paesi della regione del Golfo e dei paesi del Nord Africa, in breve dell'intera Lega Araba, si sta creando un gruppo di lavoro permanente che seguirà l'evoluzione della situazione minuto per minuto, al fine di fornire risposte concrete e consentire alla nostra agricoltura, e in particolare ai diversi paesi della regione, di ricevere le forniture necessarie tramite Hormuz".
Il collegamento con il Parlamento italiano
Il governo italiano intende inoltre mantenere i contatti con il Parlamento in merito alla crisi nella regione. Rispondendo a una domanda sulla disponibilità dell'Italia a partecipare a una missione nello Stretto di Hormuz una volta cessate le ostilità, Tajani ha dichiarato: "Insieme al Ministro della Difesa Guido Crosetto, abbiamo deciso di informare il Parlamento e abbiamo scritto oggi ai presidenti delle Commissioni Affari Esteri e Difesa sia della Camera dei Deputati che del Senato. Siamo pronti a fornire informazioni su tutte le situazioni politiche e militari nella regione".
La disponibilità operativa di Roma
Sul piano operativo, Roma conferma la propria disponibilità a contribuire alle iniziative internazionali solo dopo un cessate il fuoco stabile. "Abbiamo espresso la nostra disponibilità a partecipare alle iniziative internazionali una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile, in modo da garantire la libertà di navigazione", ha dichiarato Tajani. "Non abbiamo cambiato posizione; continuiamo a essere in contatto con i nostri partner internazionali europei e, pertanto, quando arriverà il momento, saremo pronti a fare la nostra parte. Nel frattempo, continuiamo a lavorare nel Mar Rosso con la missione Aspides, che è fondamentale, e con la missione Atalanta per garantire la libertà di navigazione, la protezione delle navi mercantili e la protezione contro la pirateria", ha concluso il ministro.