AGI - La riapertura della sede Unesco a Tripoli segna il ritorno operativo dell'organizzazione in Libia e rivitalizza la cooperazione internazionale nei settori della cultura, dell'istruzione e della conservazione del patrimonio. Questa iniziativa, che si inserisce in un graduale riavvicinamento degli attori internazionali al Paese, sottolinea il ruolo centrale dell'Italia nei programmi sul campo, in particolare nella formazione e nella promozione dei siti storici. La cerimonia si è svolta tra Tripoli e il sito archeologico di Leptis Magna, uno dei complessi romani meglio conservati del bacino del Mediterraneo. La presenza del primo ministro el Governo di Accordo Nazionale, Abdulhamid Dabaiba, ha conferito una dimensione politica all'evento. "Non si tratta di una semplice procedura amministrativa, ma di un segnale di apertura della Libia e della sua volontà di cooperare con il mondo", ha dichiarato, riferendosi al graduale ritorno del Paese sulla scena internazionale.
La dimensione europea dell'impegno
La dimensione europea è stata sottolineata dall'inviato dell'Unione Europea in Libia, Nicola Orlando, diplomatico italiano, che ha ribadito l'impegno dell'Unione nella tutela del patrimonio libico. "L'Unione Europea è fortemente impegnata a sostenere la Libia nella promozione del suo eccezionale patrimonio culturale", ha affermato, sottolineando che tale patrimonio rappresenta sia un'eredità condivisa sia un motore di sviluppo economico.
Il ruolo centrale dell'Italia
In questo contesto, l'Italia si sta posizionando come uno dei principali attori della cooperazione culturale in Libia. Il programma European Heritage, finanziato dall'Unione Europea e attuato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, mira a rafforzare le competenze locali in materia di conservazione. Tra le iniziative previste, la creazione della prima scuola di restauro del paese, un progetto concepito per strutturare in modo sostenibile le capacità nazionali in questo campo.
Une presenza archeologica di lunga data
Questo coinvolgimento si inserisce in una presenza italiana di lunga data, caratterizzata da missioni archeologiche attive da diversi decenni nei principali siti libici. L'Italia possiede quindi un patrimonio di competenze riconosciuto, che costituisce un elemento chiave del suo posizionamento nel campo della cooperazione culturale.
Una cerimonia dalla forte portata simbolica
Alla cerimonia hanno partecipato anche diversi rappresentanti delle Nazioni Unite, tra cui la Vice Rappresentante Speciale del Segretario Generale, Ulrika Richardson, nonché membri del governo libico e del corpo diplomatico. La scelta di Leptis Magna, situata a circa 120 chilometri a est di Tripoli, vicino a Khoms, sottolinea la dimensione simbolica dell'evento. Fondata in epoca fenicia e sviluppatasi sotto l'Impero Romano, la città conserva importanti infrastrutture, tra cui un teatro, un foro e delle terme, che testimoniano la sua importanza storica.
Il rafforzamento della cooperazione scientifica
Oltre al patrimonio culturale, l'Unesco intende anche rafforzare la cooperazione scientifica. Il direttore regionale per il Maghreb, Mohamed Cherif, ha annunciato l'imminente lancio di un programma volto a sviluppare infrastrutture di ricerca e tecnologie avanzate a supporto delle capacità scientifiche del Paese.
Il patrimonio come leva di sviluppo
La riapertura della sede Unesco avviene in un momento in cui le autorità libiche stanno cercando di rilanciare il settore culturale e di attrarre nuove partnership internazionali, concentrandosi sulla promozione del proprio patrimonio come motore di sviluppo e apertura.