AGI - L'Europa deve imparare ad anticipare le crisi, non solo a reagire una volta che si sono già manifestate. Questo il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni durante la sessione "Mantenere l'unità e la coerenza europea in tempi di policrisi", moderata dal presidente cipriota Nikos Christodoulides, al vertice della Comunità politica europea di Yerevan.
Secondo Meloni, l'Unione Europea ha dimostrato negli ultimi anni la sua capacità di rispondere alle emergenze, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, ma ora è necessario compiere "un ulteriore passo" e passare da una capacità di reazione a una di anticipazione.
Una strategia a lungo termine
Per Meloni, ciò significa costruire una strategia a lungo termine che guardi non solo ai paesi che condividono i valori europei, ma anche al vicinato geografico dell'Europa. In particolare, il presidente del Consiglio italiano ha ribadito la necessità di un approccio più incentrato sul Mediterraneo.
Il ruolo del Mediterraneo
“Collaborare con partner che condividono i nostri stessi ideali all'interno della Comunità politica europea è molto importante e va rafforzato. Ma, dal punto di vista italiano, dovremmo anche prestare maggiore attenzione al vicinato mediterraneo”, ha affermato.
Migrazione e sicurezza
Il tema centrale rimane la migrazione, che Meloni collega direttamente alla sicurezza, alla stabilità dello Stato, alla resilienza economica e alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Il presidente del Consiglio italiano ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi anni con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e con altri Stati membri per accrescere l'attenzione verso i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo.
Cooperazione europea rafforzata
Nell'ambito della Comunità politica europea, ha spiegato, è stata promossa una dichiarazione che ha già ottenuto il sostegno di 31 paesi. "La nostra posizione è chiara: combattere i trafficanti, impedire che si ripeta una crisi come quella del 2015 e rafforzare la cooperazione con i paesi di origine e di transito", ha affermato Meloni.
Nuovi strumenti europei
Il presidente del Consiglio ha inoltre evidenziato i progressi compiuti a livello europeo: il nuovo Patto sull'asilo, la nuova definizione di paesi terzi sicuri e i lavori su un regolamento sui rimpatri che potrebbe favorire "soluzioni innovative, come quelle proposte dall'Italia". Ha infine menzionato le discussioni in corso in seno al Consiglio d'Europa, volte a un'interpretazione più attuale delle convenzioni risalenti a molti anni fa.
La logica della policrisi
Meloni ha inserito la questione migratoria in un quadro più ampio di policrisi, in cui guerre, instabilità, pressione migratoria, insicurezza economica e minacce ibride si alimentano a vicenda. "Non possiamo limitarci ad affrontare solo una o due dimensioni; dobbiamo affrontarle tutte insieme", ha affermato.
Fiducia democratica e rischi ibridi
I flussi migratori incontrollati, ha aggiunto, mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Il rischio, secondo il presidente del Consiglio italiano, non è solo operativo ma anche politico: quando i cittadini percepiscono che le sfide principali non vengono affrontate, "perdono fiducia nelle istituzioni". E quando questa fiducia si erode, diventano più vulnerabili alla manipolazione, compreso l'uso malevolo dell'intelligenza artificiale.