AGI - La chiusura delle Giornate Tunisino-Italiane dedicate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio archeologico segna un passo significativo nell'evoluzione della cooperazione bilaterale tra Tunisia e Italia. Al di là dei tradizionali scambi scientifici, l'iniziativa si inserisce ora in un modello integrato, in cui la cultura diventa motore di sviluppo economico, innovazione e investimenti.
Organizzate dall'Istituto Nazionale del Patrimonio (INP), in collaborazione con l'Agenzia Italiana per il Commercio Estero (ICE), l'Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), le Giornate hanno riunito anche i principali attori del settore privato e istituzionale, come Assorestauro, OICE e CONCET. Questa convergenza illustra un cambiamento strutturale: il patrimonio non è più solo oggetto di conservazione, ma anche ambito di cooperazione economica e tecnologica.
Dimensione istituzionale della cooperazione
L'evento è stato aperto dal direttore generale dell'Istituto Nazionale per il Patrimonio Culturale (INP), Tarek Baccouche, e dall'ambasciatore d'Italia a Tunisi, Alessandro Prunas, e chiuso dalla responsabile del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, Alfonsina Russo. La loro presenza ha confermato l'alto livello istituzionale di questa cooperazione, che si inserisce in un quadro diplomatico rafforzato dalle celebrazioni del 70esimo anniversario delle relazioni tra Roma e Tunisi.
Un sito dalla portata simbolica forte
La scelta della sede, il Palazzo Ksar Said, importante sito della memoria politica e culturale tunisina, ha conferito all'evento una forte dimensione simbolica, trasformando queste Giornate in un vero e proprio strumento di diplomazia culturale ed economica.
Verso un ecosistema operativo
Uno degli obiettivi principali di questa edizione è stato quello di andare oltre il mero scambio accademico e strutturare un ecosistema operativo. Workshop tecnici, visite in loco a progetti di restauro e incontri B2B hanno facilitato i contatti tra aziende italiane, rinomate per la loro competenza nelle tecnologie di diagnostica e conservazione, e professionisti tunisini, in particolare nel campo del restauro dei mosaici.
Cooperazioni avanzate e saper fare
Questo dialogo tecnico apre la strada a forme di cooperazione più avanzate, tra cui joint venture e trasferimenti strutturati di know-how. In quest'ottica, il settore del patrimonio culturale diventa un settore economico a tutti gli effetti, capace di generare occupazione qualificata, innovazione e valore aggiunto a livello locale.
Une visione a lungo termine
In linea con gli obiettivi del Piano Mattei, questa cooperazione si inserisce in una visione a lungo termine volta a rafforzare partenariati sostenibili tra le due sponde del Mediterraneo. La Tunisia, con il suo eccezionale patrimonio che si estende da Cartagine a El Jem, si configura come luogo ideale per sperimentare modelli innovativi di gestione e valorizzazione dei beni culturali.
Il patrimonio come attivo economico strategico
La logica sostenuta dalle istituzioni coinvolte si basa su un'idea centrale: il patrimonio culturale come risorsa economica strategica, capace di contribuire alla diversificazione dell'economia tunisina e al contempo di consolidare la presenza delle imprese italiane sul mercato locale.
Convergenza tra diplomazia e sviluppo
In un contesto internazionale caratterizzato da transizioni economiche, pressioni climatiche e ristrutturazione delle catene del valore, il patrimonio culturale si sta gradualmente affermando come spazio di convergenza tra diplomazia, tecnologia e sviluppo.
Un modello di cooperazione ibrida
Le Giornate Tunisino-Italiane confermano dunque l'emergere di un modello di cooperazione ibrido, in cui la conservazione del passato diventa strumento di proiezione verso il futuro. Tra le due sponde del Mediterraneo, il linguaggio della bellezza si trasforma in un linguaggio economico condiviso, strutturando una nuova generazione di partenariati basati sull'innovazione e sulla memoria.