AGI - La Tunisia sta valutando la possibilità di istituire un nuovo servizio regolare di trasporto marittimo di container tra Italia, Tunisia e Libia, con l'obiettivo di creare una piattaforma logistica integrata nel cuore del Mediterraneo centrale. Il progetto, attualmente in fase avanzata di pianificazione, si inserisce in una più ampia strategia volta a garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento nel contesto della volatilità del commercio internazionale.
Creazione di una "spina dorsale logistica"
Presentata dalla presidente del Cluster Marittimo Tunisino, Emna Sohlobji, l'iniziativa mira a realizzare una "spina dorsale logistica" in grado di strutturare in modo sostenibile i flussi commerciali tra le due sponde. Il sistema proposto si basa su una rotazione settimanale e prevede una sosta strategica nel porto di Zarzis, nel sud del Paese, prima di proseguire con i porti libici.
Oltre a un semplice collegamento marittimo, il progetto si propone di creare una catena logistica integrata, che combini infrastrutture portuali e corridoi terrestri, con particolare attenzione all'Africa subsahariana. L'obiettivo è posizionare la Tunisia come hub regionale in grado di intercettare e ridistribuire i flussi commerciali destinati al continente africano.
Trasporto marittimo: la spina dorsale dell'economia tunisina
Questa strategia si basa su un'osservazione strutturale: il trasporto marittimo costituisce la spina dorsale dell'economia tunisina, con una quota di commercio estero compresa tra il 96% e il 98% effettuata via mare. Con una costa di oltre 1.300 chilometri, la Tunisia beneficia di una posizione geografica privilegiata, crocevia tra le rotte commerciali dell'Europa meridionale, del Maghreb e dell'Africa.
Il sistema portuale, gestito dall'Ufficio della Marina Mercantile e dei Porti (OMMP), è strutturato attorno a otto principali porti commerciali. Rades rimane il principale punto di ingresso per il traffico container e ro-ro, ma continua a soffrire di congestione e ritardi. Al contrario, Zarzis, destinato a svolgere un ruolo chiave nel nuovo corridoio, sta gradualmente rafforzando la sua posizione di collegamento con la Libia.
Intensificazione degli scambi commerciali della Tunisia con l'Europa
Il progetto si inserisce in un periodo di ristrutturazione del settore portuale tunisino, caratterizzato da un'intensificazione degli scambi euro-mediterranei e dallo sviluppo di rotte di navigazione a corto raggio con l'Europa. In passato, diversi tentativi di stabilire collegamenti regolari lungo questa rotta sono falliti, soprattutto a causa dell'instabilità in Libia.
L'approccio attuale, al contrario, mira a integrare questa rotta in un quadro di stabilizzazione sia commerciale che istituzionale.
"Gli studi in corso mirano a definire con precisione le modalità operative e a garantire le partnership necessarie per rendere questa rotta un vettore stabile per il commercio transmediterraneo", ha spiegato Emna Sohlobji.
La sfida è quella di superare un approccio opportunistico e costruire un'infrastruttura sostenibile in grado di resistere alle incertezze regionali.
Per l'Italia, questo corridoio potrebbe offrire un accesso più agevole al mercato libico, in fase di ricostruzione e caratterizzato da una forte domanda di beni e materiali. Inoltre, aprirebbe una via logistica verso i mercati dell'Africa subsahariana, sfruttando la posizione strategica della Tunisia.