AGI - L'edizione 2026 di Gitex Africa a Marrakech, in programma dal 7 al 9 aprile, è uno dei principali eventi tecnologici del continente, confermando il suo status di piattaforma strategica per gli stakeholder dell'innovazione tra Europa e Africa. Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione riunisce quasi 1.450 espositori e oltre 400 investitori internazionali, che rappresentano asset stimati in oltre 350 miliardi di dollari, in un contesto di rapidi cambiamenti degli equilibri economici legati alla tecnologia digitale.
Ambasciatore Salzano: La tecnologia digitale come fattore chiave di competitività
Alla vigilia dell'apertura ufficiale, l'Ambasciatore d'Italia a Rabat, Pasquale Salzano, ha partecipato a un incontro di alto livello organizzato dal Digital for Development Hub e dall'European Innovation Council (EIC), che ha riunito decisori europei e africani per discutere delle trasformazioni in corso negli ecosistemi tecnologici. "L'Italia si trova in una posizione di responsabilità e leadership, in particolare attraverso il suo ruolo di coordinamento con i paesi limitrofi dell'Unione Europea", ha affermato l'ambasciatore.
Al centro delle discussioni c'è il ruolo strutturante della tecnologia digitale, ormai percepita come fattore determinante per la competitività. «L'intelligenza artificiale non è più solo una frontiera tecnologica, ma un elemento che influenza direttamente gli equilibri economici e la capacità dei sistemi di posizionarsi all'interno delle catene del valore», ha sottolineato Pasquale Salzano. In quest'ottica, la tecnologia digitale si sta affermando come «un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo», capace di accelerare le dinamiche di crescita, in particolare nel continente africano.
Secondo Roma, la sfida va oltre la semplice diffusione delle tecnologie. «Il problema non è solo l'accesso agli strumenti, ma la capacità di costruire ecosistemi solidi, basati su competenze, investimenti, normative e partnership», ha spiegato l'ambasciatore. È in questa interazione tra innovazione e strutturazione del mercato che, a suo avviso, si realizzerà la trasformazione della tecnologia digitale in motore di sviluppo.
Gitex Africa, osservatorio privilegiato di queste trasformazioni
Gitex Africa si configura quindi come un osservatorio privilegiato di queste trasformazioni. «È qui che possiamo misurare concretamente come la tecnologia digitale stia rimodellando i mercati e le connessioni economiche», ha aggiunto, sottolineando il ruolo del Marocco, ora posizionato come interfaccia strategica tra Europa, Africa e l'intera regione del Mediterraneo.
Per l'Italia, questa dinamica si inserisce anche nel Piano Mattei, che mira a rafforzare le partnership con i paesi africani attraverso investimenti mirati e una cooperazione strutturata. In questo contesto, la dimensione digitale diventa una leva centrale per la proiezione e l'influenza economica.
In Marocco, un boom di investimenti per la trasformazione digitale
Sul versante marocchino, questo orientamento è accompagnato da un impegno costante nella trasformazione digitale. Il capo del governo, Aziz Akhannouch, ha osservato che gli investimenti pubblici in questo settore hanno registrato una rapida crescita negli ultimi anni. «Dal 2021, i finanziamenti dedicati alla transizione digitale sono aumentati da circa 11 milioni di dirham a oltre 1,7 miliardi», ha affermato, evidenziando il passaggio da iniziative frammentate a una strategia nazionale strutturata.
Questa strategia ruota attorno al programma “Marocco Digitale 2030”, lanciato nel 2024, che mira a semplificare l'accesso ai servizi pubblici, stimolare l'economia digitale e promuovere la creazione di posti di lavoro. “La tecnologia ha senso solo se migliora la vita quotidiana dei cittadini”, ha sottolineato Aziz Akhannouch, citando i progressi compiuti nella digitalizzazione di settori come l'istruzione, la giustizia e la pubblica amministrazione.
Con il boom digitale, crescono l'occupazione e il fatturato
I risultati cominciano a concretizzarsi. Secondo le autorità marocchine, il settore dell'offshoring e dell'export digitale aveva già generato oltre 148.000 posti di lavoro e un fatturato superiore a 26 miliardi di dirham entro la fine del 2024. L'obiettivo ora è raggiungere 270.000 posti di lavoro e 40 miliardi di dirham di esportazioni entro il 2030.
In questo percorso, le startup stanno assumendo un ruolo sempre più importante, supportate da nuovi strumenti di finanziamento che sfruttano risorse sia pubbliche che private. Al contempo, il Marocco sta investendo nell'istruzione, raddoppiando in due anni il numero di studenti iscritti a corsi di tecnologia, raggiungendo circa 22.000 unità, e sviluppando programmi dedicati alle competenze digitali.