AGI - La quarta edizione di Libya Food Expo si è conclusa il 1 aprile a Tripoli, confermando il ruolo crescente di questo evento nella strutturazione del settore agroalimentare libico e nell'attrazione di operatori internazionali. Svoltasi nella capitale, la manifestazione ha riunito operatori locali, importatori, distributori e aziende straniere in un Paese in cui la sicurezza alimentare dipende ancora in larga misura dalle importazioni.
Tra i partecipanti, nove aziende italiane – Campo d’oro, Cogemat, Farmavenda, Ftc, Gamma Export, Giotti, New Project, Ocean Sped e Lavezzini – hanno preso parte all'evento, a dimostrazione del continuo interesse di Roma per un mercato geograficamente vicino ed economicamente strategico. L'Italia cerca così di consolidare la propria presenza in un settore in cui gode di una reputazione di qualità, in particolare nei prodotti trasformati e nell'olio d'oliva.
La Fiera: una piattaforma regionale
La fiera si sta gradualmente affermando come piattaforma regionale, consentendo alle aziende di stabilire contatti diretti con partner libici in un contesto ancora caratterizzato da debolezze strutturali. Per gli operatori stranieri, la Libia rappresenta un mercato con un forte potenziale, ma anche complesso, dipendente dalle importazioni alimentari ed esposto a fluttuazioni economiche e di sicurezza.
Diplomazia della crescita italiana
In questo contesto, la partecipazione italiana si inserisce in una strategia più ampia che le autorità definiscono "diplomazia della crescita". L'Ambasciata d'Italia a Tripoli ha sottolineato la sua maggiore presenza, evidenziando il ruolo dell'olio d'oliva come simbolo di eccellenza e continuità tra le due sponde del Mediterraneo, nonché la dimensione culturale della cucina italiana, riconosciuta come patrimonio immateriale.
Il ruolo dell'Agenzia ICE
Per l'Agenzia ICE (Agenzia Italiana per il Commercio Estero), Libya Food Expo rappresenta una leva operativa per rafforzare le reti commerciali e facilitare l'accesso delle aziende italiane al mercato libico. I settori più dinamici sono quelli dei prodotti trasformati – conserve, biscotti, caffè e cioccolato – che soddisfano una domanda locale costante.
L'Italia, partner commerciale principale
Nonostante un calo degli scambi commerciali nel 2025, dovuto in gran parte alla volatilità dei prezzi dell'energia e agli aggiustamenti nell'offerta libica, l'Italia rimane il principale partner commerciale del Paese. Nei primi nove mesi dell'anno, gli scambi bilaterali hanno raggiunto circa 4,76 miliardi di euro. Il settore agroalimentare, in particolare, continua a dimostrare una notevole resilienza, con esportazioni italiane in crescita rispetto ai periodi precedenti.
L'agricoltura nel Piano Mattei
Oltre agli scambi commerciali, l'impegno dell'Italia nel settore agricolo e agroalimentare si inserisce in un approccio più ampio, integrato nel Piano Mattei per l'Africa. Questo piano identifica l'agricoltura come area strategica di cooperazione, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare, sostenere lo sviluppo rurale e promuovere la creazione di posti di lavoro a livello locale.
Trasferimento tecnologico e partenariati
In un Paese che si trova ad affrontare sfide strutturali nella produzione e distribuzione alimentare, queste iniziative si basano anche sul trasferimento tecnologico, sulla formazione professionale e sullo sviluppo di partenariati tra imprese italiane e attori locali. L'obiettivo è contribuire alla graduale modernizzazione dei settori agricoli, rafforzando al contempo la presenza economica italiana.
Libya Food Expo: un indicatore chiave
In questo contesto, Libya Food Expo si distingue come indicatore dell'evoluzione del mercato libico, all'incrocio tra commercio, alimentazione e sfide di ricostruzione economica, in un contesto regionale ancora caratterizzato da incertezza.