AGI - Due vertici in due giorni per consolidare la portata internazionale del Piano Mattei e rafforzare il partenariato tra Italia e Africa. Il 13 febbraio, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al secondo Vertice Italia-Africa nella capitale etiope, e il giorno successivo è stata ospite d'onore al 39° Vertice dell'Unione Africana. Al centro di questa missione c'era la trasformazione del Piano Mattei da iniziativa nazionale a strategia multilaterale condivisa con i partner europei, il G7, le istituzioni finanziarie e le agenzie delle Nazioni Unite.
Meloni ha definito il Piano "un patto tra nazioni libere", basato sulla cooperazione paritaria, rompendo con gli approcci paternalistici del passato. I pilastri del Piano rimangono energia, infrastrutture, acqua, agricoltura, sanità e istruzione. Sono state annunciate clausole di sospensione del debito per i paesi colpiti da eventi meteorologici estremi, insieme al rafforzamento degli strumenti finanziari dell'Italia. Nel 2025 sono stati mobilitati oltre 1,3 miliardi di euro attraverso il Fondo per l'Africa e il Fondo Italiano per il Clima, e il numero di Paesi target è aumentato da 9 a 14. Il capitale umano è un elemento chiave: ogni progetto integra istruzione e formazione per supportare la leadership africana.
La partnership con la Nigeria in materia di istruzione e formazione si inserisce in questo quadro; a giugno, Meloni co-presiederà un vertice a Roma con il Presidente Bola Tinubu. Tra i progetti di punta discussi ad Addis Abeba c'è il Corridoio di Lobito, un'infrastruttura logistica strategica per l'integrazione dei mercati e la sicurezza energetica nell'Africa meridionale. Il Primo Ministro etiope Abiy Ahmed ha espresso il suo sostegno alla visione italiana, sottolineando le convergenze in materia di sviluppo sostenibile, tecnologia e gestione delle migrazioni. Il Presidente angolano João Lourenço ha riconosciuto il ruolo responsabile dell'Italia nel Mediterraneo e ha sottolineato la necessità di investire in occupazione e formazione per gestire i flussi migratori.
Il giorno seguente, al vertice dell'Unione Africana, l'agenda si è concentrata sulla sicurezza idrica. Il vertice ha proclamato il 2026 Anno Internazionale per l'Acqua e i Servizi Igienici Sostenibili, nel quadro dell'Agenda 2063. Meloni ha ribadito l'interdipendenza tra Europa e Africa: "Il nostro futuro dipende dal vostro", ha affermato, rilanciando un partenariato strategico su sviluppo, energia e stabilità. Il Presidente della Commissione dell'Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, ha descritto l'acqua come una risorsa essenziale per la pace, mentre il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha auspicato una maggiore rappresentanza africana nella governance globale.
Il vertice ha anche eletto il Presidente del Burundi Evariste Ndayishimiye come presidente ad interim dell'organizzazione. Oltre alle questioni idriche, è stata affrontata la questione della sovranità energetica, con iniziative volte a promuovere l'uso pacifico dell'energia nucleare e a rafforzare le capacità e i quadri normativi africani. La missione del Presidente del Consiglio italiano conferma che il Piano Mattei è il pilastro della politica estera di Roma e uno strumento per il posizionamento europeo in Africa. L'Italia intende consolidare una presenza stabile nel continente, coniugando sviluppo sostenibile, sicurezza e interessi nazionali in un quadro di equa cooperazione.