AGI - La visita di Stato di tre giorni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella negli Emirati Arabi Uniti si è conclusa ad Abu Dhabi e Dubai, sullo sfondo dell'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Mentre Washington ha annunciato il rafforzamento del dispiegamento di mezzi navali nel Golfo e Teheran sta apertamente discutendo di contromisure, il Capo dello Stato italiano ha scelto di inquadrare il suo viaggio in un appello al dialogo, alla stabilità e alla responsabilità collettiva.
Durante i colloqui con il presidente degli Emirati, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Mattarella ha sottolineato "la necessità di porre fine alle dinamiche di scontro" e l'urgente necessità di "ripristinare spazi di dialogo, in particolare in Medio Oriente". Questo messaggio è stato trasmesso mentre le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla "capacità" delle sue forze di colpire rapidamente l'Iran venivano percepite da Teheran come una "minaccia chiara ed esplicita", riaccendendo i timori di un'escalation militare, in particolare intorno allo Stretto di Hormuz.
In questo clima di tensione, il presidente italiano ha sottolineato il ruolo unico che gli Emirati possono svolgere negli affari internazionali. Dopo la sua visita alla Casa della Famiglia Abramica, simbolo del dialogo interreligioso ad Abu Dhabi, ha elogiato "uno straordinario spirito di apertura e convivenza", convinto che le principali religioni possano e debbano "contribuire insieme" alla pace. Per Mattarella, questo luogo incarna una visione di cui "la comunità internazionale ha oggi un vitale bisogno".
Il viaggio avviene anche in un momento di profondo riallineamento degli equilibri di potere nel Medio Oriente più ampio. Le rivalità tra potenze regionali, i dibattiti sulla sovranità statale e la proliferazione di attori non statali stanno creando un panorama frammentato in cui i paesi del Golfo cercano di ridefinire le proprie alleanze. In questo contesto, l'Italia intende mantenere una posizione di dialogo e cooperazione, concentrandosi su partner considerati pilastri di relativa stabilità.
A Dubai, Mattarella ha incontrato il vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Rashid Al Maktoum. I colloqui si sono concentrati sulla cooperazione scientifica, culturale e tecnologica, con particolare attenzione ai settori all'avanguardia, in particolare quello spaziale. Il presidente della Repubblica ha inoltre incontrato rappresentanti della comunità imprenditoriale italiana, sottolineando l'importanza strategica della presenza delle aziende in un mercato considerato "ricco, dinamico e aperto all'innovazione".
La dimensione economica è infatti uno dei pilastri delle relazioni bilaterali. Gli scambi commerciali tra Italia ed Emirati Arabi Uniti sono più che raddoppiati dal 2021, superando i 9 miliardi di euro entro il 2025. L'Italia vanta un enorme surplus commerciale, trainato da esportazioni diversificate, che spaziano dalla gioielleria e dall'ingegneria meccanica alla moda, dalle apparecchiature elettriche all'industria alimentare e farmaceutica. Questo slancio potrebbe essere ulteriormente rafforzato dalla prevista conclusione di un accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e gli Emirati Arabi Uniti, negoziati attivamente sostenuti da Roma.
Oltre ai numeri, la visita di Mattarella ha evidenziato anche la dimensione politica e umana del rapporto. Ad Abu Dhabi, il presidente ha incontrato i rappresentanti della comunità accademica e scientifica italiana, in crescita negli Emirati Arabi Uniti. "Venendo qui, avete accettato una sfida", ha detto loro, sottolineando che la loro presenza contribuisce non solo al successo individuale e nazionale, ma anche "al dialogo internazionale e, quindi, alla pace".