AGI - Nel governatorato di Sfax, nel cuore della Tunisia centro-orientale, la cooperazione agricola tra Tunisia e Roma ha una dimensione concreta e significativa, con la fornitura di 88 trattori e macchinari agricoli prodotti in Italia presso il complesso agricolo di Chaal, il più grande complesso agricolo del Nord Africa. Con un valore complessivo di 6,5 milioni di euro, questa operazione illustra un approccio pragmatico alla cooperazione bilaterale, incentrato sulla modernizzazione dei metodi di produzione e sul rafforzamento della competitività del settore petrolifero tunisino. La cerimonia si è svolta alla presenza del ministro dell'Agricoltura tunisino, Ezzeddine Ben Cheikh, dell'Ambasciatore d'Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, e della firettrice dell'Ufficio tunisino dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Isabella Lucaferri. Il progetto rientra nel programma di sostegno alla bilancia dei pagamenti tunisino-italiana e nella continuità del protocollo d'intesa, firmato a Roma nel settembre 2008.
Con oltre 30mila euro, il complesso Chaal rappresenta un pilastro strategico dell'agricoltura tunisina, in particolare per la produzione di olio d'oliva. La visita della delegazione, in particolare nella località di Bouslim, ha offerto l'opportunità di partecipare al tour di raccolta delle olive nella regione di Sfax. Questa tecnologia presenta un indicatore positivo, sebbene, a livello di volume e qualità, si registri un clima caratteristico di una crescente pressione sullo scaldabagno. Le attrezzature consegnate – trattori, attrezzi per la lavorazione del terreno e macchinari specializzati – sono destinate all'Ufficio del Territorio dello Stato, principale beneficiario del progetto. L'obiettivo è duplice: migliorare le condizioni agricole e aumentare la produttività attraverso macchinari più efficienti. "Questo progetto mira a rafforzare la capacità produttiva e a sostenere la transizione verso pratiche agricole più moderne, efficienti e resilienti", secondo il ministro Ben Cheikh.
Oltre all'aspetto puramente produttivo, l'autorità tunisina insiste sulla dimensione ambientale dell'iniziativa. L'integrazione di tecnologie agricole avanzate dovrebbe consentire una migliore gestione delle risorse idriche e del suolo, una sfida cruciale in un Paese che deve affrontare una scarsità delle risorse idriche. Il ministro ha ricordato il ruolo centrale dell'ulivo, definito “barriera naturale contro la desertificazione” e componente essenziale dell'equilibrio ecologico nelle zone semiaride.
La cooperazione italiana si inserisce quindi in una strategia di sostegno strutturale al settore agricolo tunisino, con particolare attenzione al settore dell'olio d'oliva, che rappresenta al tempo stesso un simbolo dell'identità nazionale e un prodotto di punta per l'esportazione. La competitività internazionale dell'olio d'oliva tunisino si basa sempre più sulla qualità, sulla tracciabilità e sul rispetto degli standard tecnici e sanitari, tutti aspetti rafforzati dalla modernizzazione delle attrezzature. La visita si è conclusa con una degustazione di olio extravergine di oliva prodotto nel sito di Chaal e con un'ispezione del frantoio, dove la delegazione ha potuto osservare le diverse fasi di lavorazione, dal ricevimento delle olive all'estrazione e allo stoccaggio. Questo momento simbolico ha voluto illustrare il legame tra investimento tecnico, competenza agricola e valore aggiunto del prodotto finito.
In conclusione, il ministro dell'Agricoltura tunisino ha elogiato il "continuo sostegno" dei partner italiani, sottolineando di considerare questo progetto come "un esempio concreto della solidità delle relazioni tra Tunisia e Italia". In un contesto di transizione climatica e di pressione sui sistemi alimentari, l'iniziativa di Chaal si presenta come un modello di cooperazione incentrato su risultati tangibili e sostenibili.