AGI - La Tunisia intende accelerare il ritmo dei suoi principali progetti energetici. Riunita alla Kasbah, sede del governo di Tunisi, la premier Sarah Zaafrani Zenzri ha chiesto un'accelerazione nell'attuazione del progetto Elmed, un'interconnessione elettrica con l'Italia considerata una pietra miliare della strategia nazionale di transizione energetica. Questa direttiva è accompagnata da un requisito chiaro: un monitoraggio rigoroso e continuo dell'avanzamento del progetto attraverso meccanismi di controllo periodici.
Al centro di questa priorità c'è il collegamento elettrico sottomarino tra Tunisia e Sicilia, un progetto di notevole importanza economica e geopolitica. Elmed è in linea con l'obiettivo dichiarato di Tunisi di aumentare la quota di energie rinnovabili nella produzione elettrica nazionale al 35% entro il 2030, rispetto al 5% circa attuale. "Il collegamento elettrico Tunisia-Italia è una questione strategica per la sicurezza energetica e per lo sviluppo delle energie pulite, in particolare solare ed eolica", ha sottolineato la premier.
Nello specifico, Elmed prevede di realizzare un collegamento elettrico bidirezionale ad alta tensione in corrente continua (HVDC) tra le due sponde del Mediterraneo. Il cavo sottomarino, lungo circa 200 chilometri, attraverserà il Canale di Sicilia a una profondità massima di 800 metri. Collegherà la stazione di conversione di Menzel Temime, nel Governatorato di Nabeul, alla stazione di conversione di Partanna, in Sicilia. L'infrastruttura avrà una capacità di 600 megawatt a una tensione di 500 kilovolt e sarà integrata da sistemi di telecomunicazione e dal monitoraggio continuo dei cavi. Oltre all'impresa tecnica, il progetto è concepito come una leva per l'integrazione regionale. Secondo le autorità tunisine, Elmed dovrebbe rafforzare la stabilità della rete elettrica nazionale, gestire meglio i picchi di domanda e preparare la Tunisia all'integrazione in un futuro mercato elettrico euro-africano. Offrirebbe inoltre una maggiore flessibilità per assorbire la crescente capacità delle fonti energetiche rinnovabili.
Sul fronte finanziario, il 16 gennaio è stata attuata una tappa fondamentale, con la firma a Tunisi di un accordo di finanziamento e garanzia da 43 milioni di euro con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS). Questo finanziamento copre la seconda fase del progetto, nota come Programma di Rafforzamento della Rete, che mira a rafforzare le reti di trasmissione della Società Tunisina di Elettricità e Gas (STEG). Questa fase include in particolare l'installazione di una linea aerea da 400 kV, lunga circa 85 chilometri, tra Grombalia (Nabeul) e Kondar (Sousse), che attraversa quattro governatorati. Sono inoltre previste diverse linee di ingresso e uscita aggiuntive collegate alla sottostazione di Grombalia 2, per un totale di circa 20 chilometri. Questa infrastruttura terrestre è essenziale per garantire l'assorbimento e la distribuzione dell'elettricità scambiata tramite l'interconnessione sottomarina.
All'inizio della riunione di governo, Sarah Zaafrani Zenzri ha ribadito che l'esecutivo, su indicazione del presidente Kaïs Saïed, si impegna a rimuovere gli ostacoli amministrativi e tecnici che ostacolano i grandi progetti pubblici. "Questi progetti devono contribuire a rilanciare l'economia, migliorare il clima degli investimenti, creare posti di lavoro e promuovere una crescita equilibrata", ha sottolineato. Oltre a Elmed, il governo ha anche ribadito l'importanza strategica del progetto industriale Mdhilla 2, dedicato alla produzione di triplo perfosfato raffinato. Anche in questo caso, l'ambizione è quella di trasformare una risorsa naturale, il fosfato, in un motore industriale a più alto valore aggiunto, in grado di stimolare le esportazioni e l'occupazione. Attraverso questi due progetti, la Tunisia dimostra un principio guida comune: fare dell'energia e dell'industria leve di sovranità economica e sviluppo sostenibile, rafforzando al contempo i suoi legami euro-mediterranei.