AGI -
La cerimonia di chiusura della mostra "Arte dal vulcano" a Tangeri, in Marocco, è stata affidata alle voci delle donne italiane e marocchine, come "sintesi naturale di un profondo dialogo culturale tra le due sponde del Mediterraneo". Lo ha affermato l'Ambasciatore d'Italia a Rabat, Pasquale Salzano, sui suoi account social, a margine della mostra che, al Palazzo delle Istituzioni Italiane (già Palazzo Moulay Hafid), ha creato uno spazio condiviso di incontro, inclusione e memoria, specchio del rapporto tra Italia e Marocco. L'Ambasciatore ha sottolineato come si sia trattato di un momento particolarmente significativo, anche per la presenza del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del 2500° Anniversario di Napoli, che ha voluto sostenere a Tangeri "un progetto capace di unire storia, contemporaneità e dialogo mediterraneo", ha sottolineato Salzano. La cultura "continua ad affermarsi come strumento concreto di connessione, capace di avvicinare le comunità, valorizzare il ruolo delle donne e costruire legami duraturi tra Paesi amici", ha sottolineato l'ambasciatore.
"Arte dal vulcano", con opere provenienti dalle collezioni del Museo Madre e del Museo del Novecento di Napoli, ha offerto per oltre un mese un panorama variegato della creatività contemporanea napoletana e campana, trasformando il Palazzo delle Istituzioni Italiane di Tangeri in un luogo di incontro e di scambio culturale tra le due sponde del Mediterraneo. Secondo quanto riportato, l'iniziativa ha attirato oltre 1.200 visitatori, tra cui cittadini marocchini, turisti internazionali e professionisti della cultura, a conferma del forte interesse suscitato dal progetto e dell'eccezionale valore artistico della mostra.
In chiusura della mostra, si è tenuto il concerto "Il canto delle donne del Mediterraneo: un ponte tra culture", organizzato dall'Ambasciata d'Italia nel Regno del Marocco e dall'Istituto Italiano di Cultura di Rabat, con il sostegno del Comitato Nazionale Italiano per la Musica (CIDIM). Secondo i partecipanti, il concerto ha offerto un momento di "grande intensità artistica ed emotiva", rendendo omaggio alle donne come custodi della memoria e forze creative nel Mediterraneo. Le tradizioni musicali napoletana e marocchina si sono intrecciate, tessendo un dialogo sonoro autentico e profondo tra le due sponde del Mediterraneo.
L'ensemble tutto al femminile Rhoum el Bakkal (Akhawat al Fane al Assil), diretto da Rahoum Bekkali e composto da giovani interpreti dai 15 ai 22 anni, ha presentato un repertorio ispirato alla Hadra di Chefchaouen e alle tradizioni sufi e popolari marocchine. Attraverso poesie cantate, invocazioni spirituali, percussioni ritmiche e movimenti coreografici codificati, il pubblico ha vissuto un'esperienza immersiva unica, arricchita dalla voce della cantante Sana Kallouche. Accanto a loro, il soprano Letizia Calandra, accompagnata da Sonia Maurer alla chitarra e Valentina Ferraiuolo al tamburello, ha eseguito un repertorio napoletano e mediterraneo che ha evidenziato le affinità emotive e le reciproche influenze tra le due tradizioni musicali. Le sequenze condivise hanno permesso alle interpreti di entrambi i gruppi di dialogare sul palco, creando un paesaggio sonoro organico in grado di celebrare un'identità mediterranea condivisa che trascende i confini geografici e linguistici.
Il progetto, promosso dall’Ambasciata d’Italia a Rabat, si inserisce coerentemente nel programma culturale promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che accompagna il bicentenario delle relazioni tra Italia e Marocco, confermando il ruolo della cultura come strumento di soft power.