AGI – L'aspirazione primaria dell'Italia nel mondo è la pace, intesa come modo di pensare e sentirsi quotidianamente responsabili della sua costruzione, a livello comunitario e internazionale. Questo è stato il messaggio chiave che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto trasmettere ai suoi concittadini nel suo discorso di Capodanno. "La nostra aspirazione primaria è la pace. Di fronte alle case e alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali elettriche, lasciando bambini, anziani, donne e uomini a sopportare i rigidi inverni di queste regioni, di fronte alla devastazione di Gaza, dove i neonati muoiono di freddo, il desiderio di pace è più forte che mai", ha dichiarato Mattarella, sottolineando che "la pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza cercare di imporre la propria volontà, i propri interessi o il proprio dominio".
Questo modo di pensare, questa mentalità, ha detto, è radicata nella vita quotidiana: "Riguarda tutti gli ambiti: internazionale, gli affari interni degli Stati, e ogni comunità, grande o piccola. Per ogni popolo, è radicata nella sua dimensione nazionale", ha proseguito il Presidente della Repubblica. "Se ogni circostanza diventa pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche dove conta solo la sostanza e conta solo la forza polemica, allora la mentalità di pace non si esprime, non si costruiscono le sue fondamenta. Di fronte alla domanda: 'Cosa posso fare?', dobbiamo liberarci da questo fatalistico senso di impotenza che rischia di opprimere tutti", ha detto Mattarella.
Il Presidente della Repubblica ha ricordato che se l'Italia è oggi "un attore di primo piano sulla scena internazionale", ciò è anche grazie al contributo che le sue forze armate hanno dato e continuano a dare alla costruzione della sicurezza e della pace. «Questo contributo ha un prezzo altissimo, a partire dal sacrificio dei nostri aviatori durante una missione umanitaria a Kindu, in Congo, nel 1961», ha sottolineato, ricordando il «sacrificio» e l'«impegno» offerti da molte generazioni di italiani. «Tutti hanno contribuito a costruire questa nazione», ha ricordato. «L'affermazione della libertà e la costruzione della pace sono sancite nell'atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di costruire insieme il futuro attraverso il dialogo», ha aggiunto Mattarella, ricordando che nel 2026 l'Italia celebrerà l'ottantesimo anniversario della Repubblica. E che, mentre oggi ci troviamo di fronte «a vecchi e nuovi problemi, aggravati dall'incertezza» dell'attuale contesto internazionale, «nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia».