AGI - Si è tenuto oggi a Roma il Vertice del Processo di Aqaba, un forum consultivo istituito nel 2015 da Re Abdullah II di Giordania per rafforzare la cooperazione e lo scambio di buone pratiche nella lotta al terrorismo e all'estremismo violento. L'iniziativa si basa su tre aree di intervento: prevenzione, coordinamento e individuazione delle lacune esistenti per affrontarle al meglio. Secondo fonti italiane, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accettato la proposta del monarca giordano di tenere l'incontro a Roma, in occasione del decimo anniversario del Processo di Aqaba. Il vertice di quest'anno si è concentrato sull'Africa occidentale, una regione strategicamente prioritaria. Ieri sera si è tenuta una cena di benvenuto a Villa Madama, mentre l'incontro ad alto livello si è svolto oggi, mercoledì 15 ottobre, presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM).
Come nelle precedenti edizioni, l'incontro si è svolto a porte chiuse e ha riunito, oltre a Meloni e al Re Abdullah II, hanno partecipato cinque capi di Stato e di governo: il Presidente del Ciad Mahamat Idriss Déby, il Presidente della Repubblica Federale della Nigeria Bola Ahmed Tinubu, il Presidente del Paraguay Santiago Peña, il Presidente della Sierra Leone Julius Maada Bio e il Presidente del Consiglio del Togo Faure Gnassingbé. Hanno preso parte ai lavori anche il Presidente del Consiglio della Nazione algerina, Azouz Nasri, nonché rappresentanti dei governi di Costa d'Avorio, Mauritania, Senegal, Kazakistan e Uzbekistan, oltre a inviati speciali ed esperti del settore. A margine del vertice, Meloni ha tenuto diversi incontri bilaterali con alcuni dei leader presenti. L'Africa occidentale, al centro del vertice di Roma, è stata descritta come un'area di grande importanza strategica, che si trova ad affrontare molteplici sfide che interessano non solo il continente africano, ma hanno ricadute dirette anche sull'Europa e su altre regioni del mondo.
Questa regione soffre di una persistente instabilità politica e istituzionale, segnata dai recenti cambi di regime e dalla proliferazione di organizzazioni criminali transnazionali e gruppi estremisti armati. Secondo il Global Terrorism Index, oltre la metà delle vittime del terrorismo nel mondo è stata registrata in Africa occidentale, dove si sono verificati 15 dei 20 attacchi più mortali. Quattro dei dieci paesi più colpiti – Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria – si trovano in questa regione. Il legame tra criminalità e terrorismo rimane particolarmente forte, alimentando – insieme ad altri fattori come povertà, malnutrizione e mancanza di opportunità economiche – il traffico di esseri umani, di droga e di armi, nonché le migrazioni forzate. Il vertice di Roma ha anche discusso le strategie internazionali per affrontare le cause profonde dell'instabilità, in particolare attraverso il Piano Mattei, la strategia italiana per l'Africa basata sulla creazione di partenariati paritari per lo sviluppo. Dal 2015, si sono tenute 33 riunioni del Processo di Aqaba a vari livelli – capi di Stato, ministri ed esperti – ciascuna dedicata a una regione specifica. È la prima volta che l'Italia ospita questa iniziativa internazionale.