AGI - L'Ambasciatore d'Italia a Baghdad, Niccolò Fontana, ha visitato lo scorso 6 ottobre il progetto di consolidamento della diga di Mosul, considerato uno degli esempi più significativi di cooperazione tra Italia e Iraq. L'Ambasciata d'Italia a Baghdad lo ha annunciato in un messaggio pubblicato su X, descrivendo la diga come "un esempio monumentale di collaborazione tra Iraq e Italia".
La diga di Mosul, la più grande infrastruttura idraulica del Paese, è stata messa in sicurezza grazie all'intervento del Gruppo Trevi e alla protezione delle Forze Armate italiane. Nel 2015, a seguito della grave instabilità politica e del conflitto con le milizie dello Stato Islamico (ISIS), il governo iracheno, con il supporto del Corpo degli Ingegneri dell'Esercito degli Stati Uniti (USACE), ha indetto una gara d'appalto internazionale d'urgenza per la riabilitazione e la manutenzione della struttura, il cui deterioramento rappresentava un rischio per centinaia di migliaia di persone che vivevano a valle. Trevi si è aggiudicata l'appalto nel marzo 2016, avviando un complesso programma di riabilitazione triennale in collaborazione con il Ministero delle Risorse Idriche iracheno e l'USACE.
Il progetto ha stabilizzato la struttura, migliorato la sicurezza dell'impianto e trasferito alle autorità irachene le competenze tecniche e gestionali necessarie per la manutenzione autonoma della diga. Le difficili condizioni di sicurezza hanno reso necessario l'invio di un contingente militare italiano a protezione dei 450 tecnici coinvolti, garantendo così la prosecuzione dei lavori in un'area ad alto rischio. Durante la sua visita, l'Ambasciatore Fontana ha elogiato il lavoro congiunto delle istituzioni irachene e dei partner italiani, sottolineando che la diga di Mosul rappresenta "un simbolo concreto della cooperazione bilaterale e dell'eccellenza tecnologica italiana al servizio della stabilità e dello sviluppo dell'Iraq".
Nel corso della sua missione, l'Ambasciatore Fontana ha incontrato anche il Governatore della Provincia di Ninive, di cui Mosul è il capoluogo. L'incontro si è concentrato sulle opportunità per le aziende italiane nei settori delle infrastrutture e della gestione delle risorse idriche, nonché sulla possibilità di ampliare la cooperazione nei settori dell'archeologia e della valorizzazione del patrimonio culturale iracheno.
La Provincia di Ninive, situata nell'Iraq settentrionale, al confine con Siria e Turchia, è una delle regioni più antiche e culturalmente più ricche del Paese. Era il cuore dell'antica Mesopotamia assira, con la città di Ninive – oggi sito archeologico alla periferia orientale di Mosul – che, nel VII secolo a.C., fu una delle più splendide capitali dell'Impero assiro. Prima dell'ascesa di Daesh, la regione ospitava anche una numerosa comunità cristiana assira e caldea, tra le più antiche al mondo, ora fortemente ridotta a causa delle persecuzioni e degli esodi forzati degli ultimi anni.
L'Ambasciatore ha inoltre avuto un cordiale incontro con il Rettore dell'Università di Mosul, che ha espresso "la sua profonda gratitudine per il sostegno italiano alla digitalizzazione dei volumi della biblioteca universitaria", distrutti durante l'occupazione di Daesh e ora al centro di un vasto progetto di restauro e archiviazione digitale realizzato in collaborazione con istituzioni italiane.
A conclusione della sua missione, l'Ambasciatore Fontana ha ribadito che Mosul e Ninive rappresentano un ponte simbolico tra la storia dell'umanità e la rinascita dell'Iraq moderno e che la cooperazione con l'Italia "continuerà a sostenere il processo di ricostruzione, la conservazione del patrimonio e lo sviluppo sostenibile nella regione".