(AGI) - Roma, 13 ott. - Onora il padre e la madre; ricordati disantificare le feste. Sono i due comandamenti delle Tavole diMose' preferiti da Roberto Benigni. Preferiti "perche' nonhanno la parola 'non'", come tutti gli altri. Il regista eattore toscano ha sintetizzato cosi', durante la conferenzastampa tenuta oggi in Rai con il direttore generale LuigiGubitosi e il direttore di Rai1 Giancarlo Leone, il suopensiero sui Dieci Comandamenti che il 15 e 16 dicembreprossimi portera' sulla rete ammiraglia con una sua personalelettura, cosi' come ha gia' fatto con il testo dellaCostituzione italiana. E dopo la battuta "mi sto montando latesta, il prossimo anno faro l'esegesi dei 7 nani", il premioOscar ha definito questo nuovo appuntamento televisivo "come ilpiu' emozionante di tutti, i Dieci Comandamenti sono una cosaimpressionante". C'era la folla di giornalisti delle grandioccasioni oggi per la conferenza stampa. Tutte le testate dellacarta stampata erano presenti, numerosi i fotografi e glioperatori radiotv. Benigni si e' prestato al rito delle fotodavanti al cavallo in bronzo di viale Mazzini, in compagniaanche di Gubitosi, e non senza aver prima fatto uno scherzo aifotografi: si e' piazzato dietro la vetrata d'ingresso,osservandoli senza farsi notare e poi li ha tenuti sulla cordaper qualche secondo, 'costringendoli' a fare foto su foto anchecosi', nel dubbio che l'attore non uscisse all'esterno. E chesi trattasse di un'occasione importante era dato anche dalfatto che a differenza di altre circostanze non c'era materialestampa a disposizione, solo fogli di carta bianca per scrivercisopra, nel caso qualche giornalista ne fosse stato sprovvisto.Tutto sarebbe stato all'insegna dell'improvvisazione, e Benigninon ha tradito le aspettative. A cominciare dallaconsiderazione che i Dieci Comandamenti "sono le parole piu'famose della Bibbia, che e' il libro piu' famoso al mondo equindi tutto il mondo conosce quelle parole". I Comandamenti"hanno segnato la vita di tutto l'Occidente, se non del mondointero. Sono il riassunto della vita, della morale, dell'etica.Hanno fatto entrare l'infinito nella vita quotidiana, portanoai confini dell'universo". I Dieci Comandamenti "sono il piu'grande spettacolo, se posso usare questo termine", ha aggiuntoBenigni. Il quale avrebbe voluto farne dieci di serate dedicateal tema, tanto e' vasta la materia, "anzi andare avanti permesi...Sono cose incommensurabili, non si finisce mai. E' ilpiu' grande spettacolo, nel senso religioso e laico deltermine, della storia". Per Benigni i Dieci Comandamenti sono"la legge dei sentimenti. Per la prima volta si danno delleregole: se non ci fossero, avremmo gente che ruba, gente cheammazza, gente che non santifica le feste, gente che desiderala donna d'altri...", ha detto non senza la consueta ironia.Aggiungendo "Pensate se Mose' 3500 anni fa avesse potutoprevedere che 3500 anni dopo ci saremmo trovati nella saladegli Arazzi della Rai per parlare di questo...". E poi Benigniha precisato che lui in quelle due serate tv trattera' iComandamenti cosi' come sono stati scritti, "la Chiesa hacambiato il testo, io ho scelto quello dell'autore", cioe'Mose'. Ricordando che "la liberta' fa paura a tutti, crearesponsabilita'. Ci volevano leggi semplice e rapide, senza checi fossero esperti per scriverle". E "la mia legge e' lospettacolo e queste parole mi hanno dato un'emozione enorme".Benigni ha anche sottolineato che "da solo non ce l'avrei maifatta. E' questo un tema sul quale non si puo' giocare, che nonsi puo' non aprofondire". E quindi si e' avvalso di tante voci,anche laiche, biblisti, studiosi, teologi. Ha citato ilcardinale Ravasi, Paolo Ricca, e anche Franco Marcoaldi,scrittore, giornalista e poeta "che mi ha aiutato moltissimo".E "ho un debito con tantissime persone, a cominciare daMose'...", ha concluso. (AGI) .