Da mesi Mosca spinge i russi a installare Max, una super-app priva di crittografia che, secondo i critici, potrebbe essere utilizzata per tracciare le persone.
Ha limitato l'utilizzo di WhatsApp e Telegram, le due app di messaggistica più diffuse nel Paese, e ha costretto dipendenti pubblici, aziende statali, scuole e agenzie governative a utilizzare Max per le proprie comunicazioni.
"Max non è temporaneamente disponibile per il download sull'App Store", ha dichiarato l'app in un comunicato sulla sua piattaforma. La rimozione è avvenuta mercoledì sera.
Apple non ha rilasciato commenti e le ragioni della rimozione non sono chiare. Anche Google ha rimosso decine di app russe dai propri store online, incluse quelle sviluppate da aziende sanzionate in Occidente.
Le app già installate sui telefoni in Russia continuano a funzionare, ma i nuovi utenti non possono scaricarle né aggiornarle.
Le massicce rimozioni hanno dato il via a un gioco del gatto e del topo in cui le aziende russe, in particolare le banche, lanciano app camuffate da altro – come software di contabilità – per poi affrettarsi a dire ai propri clienti di scaricare la nuova versione prima che venga bloccata.
Lanciata nel 2025 dal gigante russo dei social media VK, Max è stata paragonata alla cinese WeChat, combinando funzioni di social media e messaggistica con l'accesso a servizi governativi, un sistema di carta d'identità digitale, servizi bancari e di pagamento.
Il presidente Vladimir Putin l'ha presentata come una piattaforma più "sicura" che soddisfa la richiesta russa di "sovranità tecnologica".
È preinstallata su telefoni e tablet venduti in Russia da settembre, ma non è disponibile nell'Unione Europea.
Max non utilizza la crittografia end-to-end e i suoi termini di utilizzo stabiliscono che i dati degli utenti sono archiviati esclusivamente su server in Russia.