La sensazione, guardando programma e tendenze, è che il MWC 2026 sarà meno “fiera di smartphone” e più cabina di regia su tre dossier: intelligenza artificiale (e regole), infrastrutture di connettività (dal 5G al satellite), e autonomia tecnologica in un mercato globale sotto pressione.
Numeri e “peso” politico: perché il 2026 conta
Gli organizzatori si attendono di eguagliare o superare la soglia dei 109.000 partecipanti e di confermare un MWC sempre più orientato a profili decisionali (executive, investitori, regolatori), più che al semplice conteggio dei badge.
È un’impostazione coerente con l’obiettivo dichiarato: fare del congresso un luogo dove si fanno affari, ma anche dove si discute di standard e regolamentazione. Sul fronte economico, la stima di impatto locale resta nell’ordine di centinaia di milioni e si inserisce nel bilancio di lungo periodo del MWC a Barcellona.
L’IA diventa “infrastruttura”: regole, etica e sovranità
Se c’è una parola che attraverserà padiglioni e keynote è IA. Non sia come funzione nei prodotti che come tema industriale e regolatorio: si parlerà di etica, di responsabilità e di come conciliare innovazione e governance.
Qui entra in gioco un concetto che sta diventando centrale soprattutto in Europa: la “sovranità dell’IA” applicata alle telecomunicazioni e ai servizi digitali. In pratica: chi controlla dati, modelli, cloud, chip e reti su cui girano applicazioni e servizi basati su IA? È il cuore del dibattito tra operatori, big tech e decisori pubblici, perché l’IA “mangia” dati e richiede banda, latenza bassa, affidabilità e sicurezza.
In concreto ci sono da aspettarsi più annunci su IA per le reti (automazione, manutenzione predittiva, ottimizzazione energetica), discussioni su compliance e risk management dell’IA in settori regolati (sanità, trasporti, PA); un’attenzione crescente al rapporto tra IA e cloud/edge, cioè dove “vive” e dove viene eseguita l’intelligenza (nei data center, vicino all’utente, o in architetture ibride).
Dalla rete terrestre allo spazio: satelliti e connettività “ubiqua”
Un secondo grande asse è la connettività satellitare integrata con le reti mobili: un tema sempre più concreto (anche per ragioni geopolitiche e di resilienza) e al centro delle agende europee su autonomia strategica digitale.
Non a caso, tra i nomi di richiamo spiccano figure legate all’ecosistema spaziale e satellitare, come Gwynne Shotwell (SpaceX), citata tra gli speaker più attesi.
Il punto non è se prevarrà il satellite o il 5G, ma l’idea di reti ibride: copertura in aree remote, continuità del servizio in caso di crisi, servizi per trasporti e logistica (dall’aviazione alle rotte marittime), e nuove opportunità per gli operatori.
Il 5G resta un cantiere aperto: non solo copertura, ma soprattutto monetizzazione (reti private industriali, servizi a bassa latenza, slicing, applicazioni mission-critical). Accanto, si comincia a parlare delle “fondazioni” per il 6G, più come roadmap industriale che come prodotto imminente.
Il tutto avviene mentre la filiera hardware vive una fase delicata: domanda legata all’IA, pressione sui costi (anche su componenti come la memoria), e incertezza macroeconomica e commerciale.
Il mercato smartphone, però, mostra segnali di ripresa e “resilienza” dopo anni più difficili. (Nella tua base testi citi numeri IDC e quote di mercato 2025; sono un buon contesto per spiegare perché i brand arrivano a Barcellona con maggiore aggressività di prodotto.)
Pieghevoli, robot-phone e AI on device
Il MWC resta una vetrina di hardware, ma con un baricentro diverso: i telefoni diventano piattaforme per servizi IA e nuove interfacce.
Il caso foldable: da curiosità a segmento premium stabile
Nel racconto dei produttori, gli smartphone pieghevoli stanno uscendo dalla fase sperimentale e consolidano una nicchia premium che punta a crescere.
Samsung sottolinea la maturità della categoria dopo più generazioni e investimenti in R&D, con focus su durabilità (cerniere, display), miniaturizzazione e funzioni AI sempre più integrate nell’esperienza d’uso.
Honor descrive un mercato più maturo, dove le barriere si spostano da problemi tecnici “puri” a percezione e prezzo, con l’idea del pieghevole come “ponte” tra smartphone e tablet per professionisti e creator.
Motorola insiste sul flip come scelta di design/portabilità e sul ruolo del display esterno e delle modalità “hands free”, notando che le resistenze rimangono soprattutto su prezzo e timori (spesso percettivi) di fragilità.
“Telefono robot” e nuove interfacce
Tra le curiosità più chiacchierate, viene dato per atteso a Barcellona un primo concept di telefono pensato per unire IA e robotica personale in un oggetto dimostrativo ad alto impatto mediatico.
Big tech sì, Apple no: l’ecosistema in fiera
Il MWC mette insieme telco e big tech: operatori, vendor di retephone e grandi piattaforme software/cloud. Anche nel 2026 lo schema dovrebbe ripetersi, con la differenza che la conversazione si sposta sempre più su IA, cloud, sicurezza, dati, oltre che su device e reti.
Apple, come spesso accade, gioca la partita altrove con eventi proprietari e lanci fuori dal perimetro della fiera (un dettaglio utile per inquadrare perché a Barcellona l’attenzione si distribuisce su più marchi e più categorie).
Il ruolo di MWCapital e il fattore talent
Due decenni di MWC hanno contribuito a trasformare Barcellona in un hub europeo della tecnologia e dell’innovazione, anche grazie a un lavoro di “ponte” con il tessuto locale e con il mondo accademico. Su questo asse si innesta la strategia della Mobile World Capital: trattenere valore sul territorio non solo con l’indotto turistico, ma con attrazione di imprese, progetti e capitale umano.
Talent Arena 2026: la scommessa sulle competenze digitali
Il “satellite” più rilevante è il Talent Arena 2026, in programma dal 2 al 4 marzo (in concomitanza con MWC e 4YFN), costruito come grande appuntamento europeo per developer e professionisti digitali: oltre 200 sessioni tra conferenze, workshop e hackathon, con ospiti come Tim Berners-Lee e Kate Darling.
Dietro le quinte: logistica, sostenibilità e infrastrutture della fiera
Il MWC è anche una macchina logistica enorme (montaggi, catering, trasporti) e un banco di prova per l’infrastruttura digitale del quartiere fieristico. La Fira Gran Via è un asset strategico della città: 240.000 mq e un percorso di espansione che guarda ai prossimi anni.