Facebook e le notizie false. Arriva il pulsante anti-bufala

di Paolo Fiore e Gaia Vendettuoli
  • La nuova funzione
    Il social battezza una funzione che penalizza le notizie poco attendibili: “Crediamo fortemente che la nostra community possa aiutarci per individuare notizie false”, afferma dal canto suo Adam Mosseri, vicepresidente di Facebook con la responsabilità del News Feed.
  • Come segnalare la bufala
    Gli utenti potranno indicare, grazie a un nuovo bottone, le storie sospette. Sarà il social a fare una prima scrematura, per poi inoltrare le segnalazioni a un comitato di giornalisti specializzati che si rifà ai principi del l'International Fact Checking Code of Principle stilato dal Poynter Institute. Se la notizia verrà riconosciuta come falsa, sarà etichettata come “disputet”, cioè contestata.
  • Niente censure
    Facebook, quindi, non chiude i rubinetti alla fonte: niente censura ma, spiega Mosseri, “nuovi elementi che possano aiutare le persone a decidere a cosa credere”. I post bollati resteranno in bacheca, anche se saranno penalizzati dall'algoritmo del News Feed. Sullo schermo degli utenti che vorranno comunque condividere la notizia, apparirà un messaggio. Che suona più o meno così: “L'accuratezza di questa storia è stata ritenuta discutibile da un gruppo di analisti terzi”. Sarà quindi chiesto di tornare indietro (“cancel”) o confermare la scelta (“continue”).
  • Lo spam paga pegno
    Facebook indica anche un'altra novità anti-bufale. Afferma che “sarà penalizzato dal punto di vista finanziario” chi userà lo spam per aumentare gli accessi al proprio sito. E che “sta analizzando gli editori per capire se sono necessari nuovi interventi”. Su questo punto, però, il social resta in superficie: niente dettagli.
L'annuncio arriva dopo settimane nelle quali il social network era stato oggetto di polemiche per non aver arginato le 'bufale' che, secondo i sostenitori di Hillary Clinton alle presidenziali Usa, avrebbero favorito la vittoria di Donald Trump. Zuckerberg inizialmente si era difeso dicendo che notizie false non solo non avevano influenzato il voto, ma erano state fatte comunque circolare da entrambe le parti.
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