Così la pace diventa 'moda' alle Nazioni Unite

Massimo Basile
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AGI - La pace diventa moda alle Nazioni Unite. Tessuti destinati a essere gettati via diventano messaggi di pace e, in una nuova mostra, si trasformano in abiti. È il progetto Global Peace Flag, che recupera materiali di scarto e li ricompone in grandi tele sulle quali persone di tutto il mondo possono lasciare messaggi dedicati alla pace. La mostra, ospitata al piano terra del Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, porta questa idea un passo oltre: le tele vengono trasformate in vestiti, facendo della moda uno strumento per rendere visibili i valori della pace e della sostenibilità. Gli abiti diventano così una sorta di manifesto indossabile, nel quale il recupero dei materiali si intreccia con la creatività e con l'impegno sociale.
Il progetto vuole inoltre aumentare la consapevolezza sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, coinvolgendo comunità di diverse parti del mondo. L'esposizione è organizzata da Runa Ray, stilista e attivista indiana, per Fashioning for Social Environmental Justice, la nonprofit americana da lei fondata, ed è sostenuta dall'Institute for Water, Environment and Health dell'Università delle Nazioni Unite. La famiglia di Ray da oltre cinquant’anni lavora nel recupero di scarti tessili per produrre carta. L’artista ha studiato moda a Parigi e si è formata lavorando negli atelier di Dior e John Galliano. La sua particolarità è aver trasformato la moda in uno strumento di attivismo: lavora su economia circolare, riduzione degli sprechi, cambiamento climatico e giustizia sociale.
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