AGI - Altri dieci anni di carcere per Joshua Wong, uno dei volti più conosciuti del movimento democratico di Hong Kong. L'attivista trentenne è stato condannato giovedì per collusione con potenze straniere, per la seconda volta in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino. Wong, diventato famoso a livello internazionale durante la cosiddetta "Rivoluzione degli ombrelli" del 2014, ha già trascorso quasi sei anni dietro le sbarre e non dovrebbe essere scarcerato prima della fine del 2036.
La sentenza ha provocato le proteste degli Stati Uniti e delle organizzazioni per i diritti umani, mentre la Cina ha difeso la decisione dei giudici. Secondo il consolato americano a Hong Kong, la condanna dimostra che Pechino "è disposta a spingersi fino a misure estreme per mettere a tacere chi difende le libertà fondamentali" nell'ex colonia britannica.Il ministero degli Esteri cinese ha invece ribadito il proprio sostegno alle autorità locali nella tutela della sicurezza nazionale e nella repressione delle attività considerate una minaccia. "Le parti interessate dovrebbero rispettare la sovranità della Cina e il sistema giuridico di Hong Kong, smettere di rilasciare dichiarazioni irresponsabili e cessare qualsiasi interferenza negli affari giudiziari di Hong Kong e negli affari interni della Cina", ha dichiarato Pechino.
Una nuova condanna per Wong
Wong avrebbe dovuto tornare in libertà nel gennaio 2027, dopo aver scontato una precedente condanna a quattro anni e otto mesi per sovversione, sempre ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale. Nel giugno 2025, tuttavia, le autorità di Hong Kong lo avevano nuovamente incriminato, accusandolo di aver collaborato con Paesi e organizzazioni straniere per promuovere sanzioni contro la Cina e il centro finanziario asiatico. L'attivista rischiava teoricamente l'ergastolo. Il tribunale ha però individuato una pena iniziale di tredici anni, successivamente ridotta a dieci in seguito alla sua dichiarazione di colpevolezza.
In una lettera presentata ai giudici per chiedere una riduzione della pena, visionata dall'AFP, Wong ha raccontato che sperava di lasciare il carcere nel 2027, ma che la nuova incriminazione gli aveva dato la sensazione di essere tornato al punto di partenza. Ha aggiunto che il suo futuro non sarà definito dal passato e che gli anni trascorsi in prigione hanno rappresentato "le lezioni più profonde" della sua vita. Il caso si inserisce nella stretta contro l'opposizione democratica di Hong Kong. A febbraio, Jimmy Lai, fondatore del quotidiano filodemocratico Apple Daily, ormai chiuso, è stato condannato a vent'anni di carcere in base alla stessa legislazione.
La sentenza e le lacrime dei sostenitori
L'udienza si è svolta in un clima di forte tensione, con un massiccio schieramento di polizia all'esterno del tribunale. Wong è entrato in aula apparentemente calmo, indossando una camicia blu e occhiali neri, e ha salutato con un cenno del capo i sostenitori presenti.
Dopo la lettura della sentenza, ha ringraziato i presenti e li ha salutati con la mano mentre veniva accompagnato fuori dall'aula. Alcuni sono scoppiati in lacrime, gridandogli: "Aspetteremo che tu venga rilasciato". Tra loro Margaret Chan, una pensionata di 61 anni che sostiene Wong da tempo. "Ho il cuore spezzato", ha raccontato all'AFP. "Quando uscirà dal carcere sarà ormai un uomo di mezza età".
Un'altra sostenitrice, ET Wong, una casalinga sulla quarantina, ha riferito di aver pianto alla notizia della condanna. Secondo la donna, l'attivista "ha dato tutto" per Hong Kong e il suo contributo è stato "completamente disinteressato". "Sono triste per lui, ma non possiamo fare nulla, se non continuare a incoraggiarci e sostenerci a vicenda", ha dichiarato ai giornalisti l'attivista democratico Figo Chan.
Dalle proteste studentesche alla repressione del 2020
Joshua Wong è diventato uno dei principali simboli del movimento democratico di Hong Kong quando era ancora adolescente. Nel 2012, a soli 15 anni, guidò le proteste studentesche contro l'introduzione di un programma di educazione nazionale considerato da molti un tentativo di indottrinamento politico da parte di Pechino. Due anni dopo fu tra i protagonisti della Rivoluzione degli ombrelli, le manifestazioni che per settimane paralizzarono il centro finanziario di Hong Kong per chiedere elezioni democratiche. Nel 2016 contribuì a fondare Demosisto, una formazione politica favorevole all'autodeterminazione del territorio. Durante le grandi proteste del 2019, Wong partecipò a una delegazione negli Stati Uniti per sostenere una legge che avrebbe consentito a Washington di imporre sanzioni ai funzionari responsabili di violazioni dei diritti umani a Hong Kong. Il provvedimento fu successivamente approvato dal Congresso americano.
Secondo le autorità, l'attivista aveva avviato le sue attività di pressione internazionale già nel 2016. La nuova condanna riguarda in particolare la presunta collaborazione con l'attivista in esilio Nathan Law per sollecitare sanzioni e altre misure contro Hong Kong e la Cina. Nel giugno 2020 Pechino impose una controversa legge sulla sicurezza nazionale, che prevede pesanti pene detentive per reati come secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere. La normativa ha profondamente modificato il panorama politico della città, portando allo scioglimento di gruppi dell'opposizione, alla chiusura di testate indipendenti e alla fuga all'estero di numerosi attivisti. Wong è stato tra le decine di esponenti democratici condannati nel 2024 per sovversione, nel più grande processo per violazione della sicurezza nazionale celebrato a Hong Kong. Alcuni degli imputati sono stati successivamente scarcerati.
Le reazioni internazionali
La nuova condanna ha suscitato dure critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani. Human Rights Watch l'ha definita "crudele e ingiusta", chiedendo ai governi stranieri di imporre sanzioni mirate ai funzionari ritenuti responsabili della crescente repressione a Hong Kong. Anche Taiwan ha denunciato quella che ha definito una "persecuzione politica senza fine" nei confronti degli attivisti democratici dell'ex colonia britannica. Di segno opposto la posizione del capo dell'esecutivo di Hong Kong, John Lee, secondo il quale Wong ha dimostrato un "totale disprezzo per la legge".
Steve Tsang, direttore del China Institute della SOAS University of London, ha spiegato all'AFP che Pechino mantiene ormai uno stretto controllo sulla città e che non esistono prospettive di un ritorno al clima politico più aperto precedente alle manifestazioni del 2019. La vicenda di Wong, entrato e uscito dal carcere più volte dal 2017 e detenuto senza interruzioni dal novembre 2020, è diventata uno dei casi più rappresentativi della trasformazione politica di Hong Kong dopo l'introduzione della legge sulla sicurezza nazionale. Quando avrà terminato di scontare la nuova condanna, alla fine del 2036, l'attivista avrà 40 anni.