AGI - Il volto di Andrea Bocelli cancellato da una grande croce rossa, stampato sopra la bandiera di Israele, e sotto una scritta che non lascia spazio a interpretazioni: «No a Bocelli». Con questi cartelli centinaia di persone sono scese in strada oggi, martedì 3 novembre, a Giacarta, poche ore prima del concerto che il tenore toscano ha in programma nella capitale indonesiana.
Il presidio più numeroso si è formato davanti al Monumento Nazionale, l'obelisco che domina il centro della città, ma gruppi di manifestanti si sono fatti vedere anche in altre zone. Nel mirino c'è la serata allo Jakarta International Expo di Kemayoran, seconda e ultima data indonesiana del tour mondiale con cui Bocelli celebra i trent'anni di «Romanza».
Il no del Consiglio degli ulema
La protesta di oggi è l'ultimo capitolo di uno scontro aperto a metà ottobre. A innescarlo è stato il Consiglio degli Ulema Indonesiani, il Majelis Ulama Indonesia noto con la sigla Mui, l'organismo che riunisce gli studiosi islamici più influenti del Paese. Gli ulema hanno chiesto alle autorità di cancellare entrambe le esibizioni, sostenendo che la vicinanza del cantante a Israele sia incompatibile con la linea dell'Indonesia.
La posizione del Mui
Il 18 ottobre il Mui ha messo la posizione nero su bianco in un comunicato: «L'Indonesia non deve diventare un luogo per coloro che simpatizzano o sostengono il sionismo israeliano, incluso Andrea Bocelli». A sostegno dell'accusa il consiglio cita due episodi precisi: la partecipazione del tenore, nel 2010, a una serata di raccolta fondi a Los Angeles in favore delle Forze di difesa israeliane e il concerto tenuto a Tel Aviv nel 2022.
La posizione del governo indonesiano
La presa di posizione pesa. L'Indonesia è il Paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo, non ha relazioni diplomatiche con Israele e sostiene da tempo la causa palestinese. Dopo un incontro con i vertici del Mui, il segretario del ministero del Turismo, Bayu Aji, aveva ricordato che il governo sta con la Palestina e che si sarebbe attenuto alla decisione degli ulema, precisando però che il rilascio dei permessi per i concerti non spetta al suo dicastero.
Borobudur, la prima data tra le contestazioni
Le proteste avevano già accompagnato il primo concerto indonesiano, sabato 31 ottobre, al tempio di Borobudur. Il complesso buddhista di Giava centrale, patrimonio mondiale dell'Unesco e tra i siti culturali più celebri del Paese, era stato scelto proprio per la sua forza simbolica. Il 13 ottobre un convoglio di manifestanti aveva raggiunto gli uffici del parco turistico del tempio per chiedere lo stop all'evento.
La replica degli organizzatori
Gli organizzatori non hanno fatto marcia indietro. Shoemaker Live, la società che promuove le due date, ha confermato il programma spiegando di aver deciso dopo un confronto con il governo e con gli altri soggetti coinvolti, e rivendicando le ricadute per il turismo e la cultura indonesiani. Il fondatore, Prajna Murdaya, ha descritto Bocelli come un artista schierato dalla parte dell'umanità, deciso a portare un messaggio di pace a chi oggi non può viverla.
L'iniziativa per la pace
In ogni concerto, ha annunciato Murdaya, il tenore dedicherà un brano alla pace e ai bambini che crescono nelle zone di guerra. Gli organizzatori hanno legato alle serate anche una raccolta fondi, con l'impegno a donare centomila paia di scarpe ai bambini della Terra Santa e di altre aree colpite dai conflitti. Il Mui non ha cambiato idea: Sudarnoto Abdul Hakim, responsabile degli affari esteri del consiglio, ha replicato che i concerti rischiano di ferire i molti indonesiani vicini al popolo palestinese.
Il tour di Romanza e la prossima tappa a Petra
Il tour mondiale festeggia i trent'anni di «Romanza», la raccolta che ha trasformato Bocelli in una star internazionale e che contiene «Con te partirò», uno dei suoi brani simbolo. L'Indonesia è l'unica tappa del Sud-est asiatico in calendario e segna il ritorno del tenore nel Paese dopo il concerto di Giacarta del 2011.
Il boicottaggio annunciato in Giordania
E la prossima data delicata è già fissata. In Giordania alcuni gruppi filopalestinesi, tra cui la sezione locale del movimento Bds (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), hanno chiesto di boicottare il concerto che Bocelli terrà il 27 novembre a Petra, l'antica città nabatea scavata nella roccia.