Attacchi che non colpiscono i database, come spesso accade, ma direttamente l'approvvigionamento alimentare delle città, con grosse quantità di cibo che andranno buttate, trasformando l'alimentazione in uno strumento di conflitto. Colpendo le persone nei loro diritti più basilari.
Quello di stanotte ricorda un altro attacco registratosi appena un mese fa nei supermercati di Francia, Olanda e Belgio, dove per alcuni giorni i banchi frigo sono rimasti vuoti in attesa di ripristinare la normalità.
Non si tratta di un fenomeno isolato. Negli ultimi anni la grande distribuzione organizzata è diventata un obiettivo sempre più frequente per gruppi criminali e attori ostili, consapevoli dell'impatto immediato che un blocco delle forniture alimentari può avere sulla popolazione. Già in precedenza alcune catene europee erano state costrette a sospendere temporaneamente vendite online, pagamenti elettronici e attività logistiche a causa di intrusioni nei sistemi informatici. La novità degli attacchi più recenti è però il passaggio dalla compromissione dei dati all'alterazione delle infrastrutture fisiche, dai magazzini ai sistemi di refrigerazione. Un'evoluzione che alimenta i timori per la sicurezza delle filiere alimentari europee e per la protezione delle infrastrutture critiche civili.