Migliaia di operai hanno tuttavia continuato a manifestare anche oggi, chiedendo aumenti salariali per far fronte all'inflazione e al crescente costo della vita. La commissione, composta da rappresentanti del governo, dei lavoratori e dei proprietari delle fabbriche, avrà il compito di stabilire un nuovo salario minimo per il settore.
"La questione della costituzione della commissione salariale è stata risolta. D'ora in poi non ci saranno più problemi", ha dichiarato il consigliere per il Lavoro e l'Occupazione, Sakhawat Hossain Chowdhury, durante una conferenza stampa. "Gli operai dovrebbero tornare al lavoro e svolgere serenamente le proprie attività", ha aggiunto.
Le richieste dei sindacati
I sindacati hanno però avvertito che le rivendicazioni vanno oltre la semplice istituzione della commissione. Attualmente i lavoratori del tessile percepiscono circa 13mila taka al mese, equivalenti a 94 euro, una cifra ritenuta insufficiente a sostenere le spese familiari.
"Questa volta chiediamo poco più di 30mila taka, tenendo conto dell'inflazione e dell'aumento del costo della vita", ha spiegato all'AFP Kalpona Akhter, del Centro bengalese di solidarietà con i lavoratori. La richiesta corrisponde a oltre 217 euro mensili, più del doppio dell'attuale salario minimo.
L'impatto sul mercato globale dell'abbigliamento
Il Bangladesh è il secondo esportatore mondiale di abbigliamento e l'industria tessile rappresenta la colonna portante dell'economia nazionale. Il settore impiega milioni di persone e genera la maggior parte delle entrate in valuta estera del Paese. Migliaia di stabilimenti producono magliette, jeans e maglioni destinati alle grandi catene commerciali europee e statunitensi.
L'industria sta inoltre cercando di diversificare i mercati di esportazione per ridurre la dipendenza dai tradizionali partner occidentali. Recentemente ha ottenuto un migliore accesso al mercato giapponese e sta esplorando nuove destinazioni commerciali per fronteggiare la concorrenza di altri produttori asiatici, in particolare il Vietnam.