AGI - Le Guardie rivoluzionarie iraniane (Irgc) minacciano di colpire le basi americane in Medio Oriente se le forze armate statunitensi continueranno a scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Intanto, secondo quanto riferito da Al-Jazeera, le autorità iraniane affermano che sette navi in una sola notte sono state colpite nello Stretto: tre hanno urtato delle mine e quattro sono state attaccate direttamente dall'Irgc. Per Teheran queste navi sono legate agli Stati Uniti. Si tratta di una grave escalation, poiché probabilmente rappresenta il numero più elevato di incidenti in un solo giorno ammesso dall'Irgc.
"L'esercito statunitense deve sapere che, se questa tendenza continua, il conflitto si estenderà alle sue basi nella regione", hanno dichiarato giovedì i Pasdaran, il braccio ideologico delle forze armate iraniane, in un comunicato pubblicato sul loro sito Sepah News. "Questo è un serio avvertimento", hanno aggiunto.
Scorte americane e blocco navale
L'Iran rivendica il controllo di Hormuz, rotta strategica attraverso la quale passava un quinto delle forniture mondiali di petrolio prima dello scoppio della guerra, a febbraio. Teheran attacca regolarmente le navi che tentano di attraversare lo Stretto senza la sua autorizzazione. Le forze armate statunitensi però scortano le imbarcazioni in numero sempre maggiore e l'Iran ha risposto intensificando gli attacchi.
Washington mantiene anche un blocco navale sui porti iraniani per mettere sotto pressione l'economia del Paese, mentre i negoziati per porre fine al conflitto sono in stallo. Lo Stretto, delimitato a nord dall'Iran e a sud dall'Oman, è largo circa 30 chilometri nel punto più stretto ed è una rotta cruciale per le navi che trasportano petrolio e gas dai Paesi del Golfo ricchi di risorse energetiche.
Netanyahu: Trump mi vuole come partner
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo ha indicato come il leader più adatto per portare a termine la guerra contro l'Iran. A proposito del recente sostegno espresso da Trump, ha sostenuto che il presidente statunitense vuole "portare a termine il lavoro" con Teheran avendo Netanyahu come suo partner. Il primo ministro israeliano ha inoltre avvertito che qualsiasi nuovo attacco iraniano sarebbe stato contrastato con "una forza e una potenza che non possono nemmeno immaginare".
Guterres in Egitto per la mediazione
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, partirà nelle prossime ore per l'Egitto, su invito del presidente Abdel Fattah al-Sisi, per una serie di incontri dedicati agli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Durante la visita, che dovrebbe concludersi con il rientro a New York martedì mattina, Guterres incontrerà al-Sisi, il ministro degli Esteri Badr Abdelatty e il segretario generale della Lega araba, Nabil Fahmy.
Al centro dei colloqui anche gli sviluppi regionali, con particolare attenzione alla situazione in Sudan e a Gaza. Il viaggio coincide con la Giornata delle Nazioni Unite del 24 ottobre, in occasione della quale Guterres terrà un discorso agli studenti e ai diplomatici dell'Università del Cairo.